Dimentica di andare in questo Paradiso: sta scomparendo
L’innalzamento del livello del mare causato dal cambiamento climatico mette a rischio il futuro delle isole del Pacifico.

Tra gli effetti del cambiamento climatico rientra anche l’innalzamento dei mari, il cui livello è ormai superiore alla media globale. Questo fattore, insieme al riscaldamento delle acque e alla conseguente acidificazione degli oceani mette, mette a dura prova gli ecosistemi e i mezzi di sostentamento delle principali isole dell’Oceano Pacifico. A rivelarlo è l’ultimo rapporto State of the Climate in the South-West Pacific dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm-Wmo).
Temperature e livelli dei mari sempre più alti
Nel rapporto si legge che sia il livello del mare, sia le temperature delle sue acque sono notevolmente superiori alla media. In particolare, dal 1980 a oggi, le ondate di calore marine sono raddoppiate, sono più intense e durano molto più a lungo.
Queste informazioni sono state rese note dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e dal segretario generale dell’Omm, Celeste Saulo, in occasione del Pacific Islands Forum di Tonga. Ed è stato proprio Guterres a lanciare un vero e proprio Sos a livello globale:
Una catastrofe mondiale sta mettendo in pericolo questo paradiso del Pacifico. I livelli medi globali del mare stanno aumentando a un ritmo senza precedenti. L’oceano sta traboccando. Il motivo è chiaro: i gas serra, generati in modo schiacciante dalla combustione di combustibili fossili, stanno cuocendo il nostro pianeta. E il mare sta prendendo il calore, letteralmente.
Isole del Pacifico le più esposte
A questi fenomeni allarmanti, le isole del Pacifico sono particolarmente esposte perché la loro altitudine è di appena 1-2 metri sopra il livello del mare, la popolazione vive entro 5 chilometri dalla costa e il 50% delle infrastrutture sorge entro 500 metri dal mare.
Nonostante ciò, come ricorda lo stesso Guterres, il problema non riguarda solo le isole del Pacifico, ma l’intero pianeta:
I mari in piena stanno arrivando per tutti noi, insieme alla devastazione della pesca, del turismo e della Blue Economy. In tutto il mondo, circa un miliardo di persone vive in aree costiere minacciate dal nostro oceano in espansione. Tuttavia, anche se un certo innalzamento del livello del mare è inevitabile, la sua portata, il suo ritmo e il suo impatto non lo sono. Ciò dipende dalle nostre decisioni.
Stiamo vivendo una crisi globale
La scelta del Regno di Tonga non è casuale: non solo è in prima linea nella lotta al cambiamento climatico, ma nel 2022 è stato protagonista di un’importante eruzione vulcanica che ha provocato uno tsunami che, a sua volta, ha innescato un’iniezione di vapore acqueo nell’atmosfera terrestre incidendo sul clima globale. Ecco perché si parla di emergenza planetaria, così come sottolineato da Celeste Saulo:
Il cambiamento climatico è diventato una crisi globale ed è la sfida decisiva che l’umanità deve attualmente affrontare. Comunità, economie ed ecosistemi in tutta la regione del Pacifico sud-occidentale sono significativamente influenzati dai suoi impatti a cascata. È sempre più evidente che stiamo rapidamente esaurendo il tempo per invertire la tendenza. L’oceano ha assorbito oltre il 90% del calore in eccesso intrappolato dai gas serra e sta subendo cambiamenti che saranno irreversibili per i secoli a venire.

Anche la Nasa ha recentemente lanciato l’allarme sul preoccupante innalzamento del livello dei mari ed è importante che le istituzioni di tutto il mondo pongano attenzione su questa emergenza prima che sia letteralmente troppo tardi.