Deforestazione: l’ampliamento dell’industria del tabacco potrebbe causare una nuova pandemia
La deforestazione di alcune località dell’Africa causa danni non solo all’ambiente, ma anche alla salute dell’uomo. Il rischio di una nuova pandemia è infatti direttamente collegato a questo problema.

Della deforestazione si parla ormai da anni e sono diversi i problemi che questa comporta. Dalla mancanza di un habitat naturale per diverse specie animali al surriscaldamento globale dovuto alla maggiore emissioni di CO2 non assimilate dagli alberi, la crisi si fa sentire forte.
Eppure non si tratta solo di questo. Di recente uno studio ha portato alla luce anche il problema della mancanza di sostentamento per diverse specie animali e il conseguente rischio per la salute dell’uomo.
Con la deforestazione in Uguanda, per esempio, gli scimpanzé hanno iniziato a cibarsi di guano di pipistrelli, ovvero delle feci di questi animali, come fonte di sostentamento alternativa. Proprio questo potrebbe favorire la nuova diffusione di un virus molto simile a quello del Covid-19.
Deforestazione: un rischio molto più grande

L’abbattimento di palme nella foresta di Budongo ha comportato non solo la perdita considerevole di una grande macchia verde del nostro pianeta, ma anche la perdita di una fonte di sostentamento importante per specie animali native di questi luoghi. Tra tutti gli scimpanzé e le scimmie sono quelle che hanno dovuto adattarsi a una diversa alimentazione, prediligendo il guano di pipistrello.
Secondo uno studio intitolato “Selective deforestation and exposure of African wildlife to bat-borne viruses” ci sarebbe però una forte correlazione tra il consumo di questo materiale organico da parte di animali antropomorfi e il potenziale rischio di virus tra animali e esseri umani.
La necessità di trovare nuovo cibo è dovuto all’intervento umano e soprattutto al massiccio abbattimento della palma Raphia farinifera, utilizzata localmente per essiccare il tabacco, che è stata quasi completamente estinta tra il 2006 e il 2012. Il guano di pipistrello è diventata quindi una necessità alimentare, ma al tempo stesso un rischio da non sottovalutare, poiché ospitante una serie di virus, compreso un betacoronavirus correlato al SARS-CoV-2. Se ingerito da altri animali, quindi, può facilitare il trasferimento di virus all’uomo, aumentando il rischio di nuove malattie infettive.
Si rende quindi necessario lo studio delle nuove malattie e, in particolare, delle dinamiche ecologiche che favoriscono le stesse, prima che queste raggiungano gli esseri umani e possano tramutarsi in nuove epidemie e pandemie future.
La mano dell’uomo

Dietro la potenziale diffusione di nuovi virus ci sarebbe quindi l’intervento dell’uomo che, favorendo la commercializzazione, in questo caso del tabacco, sottovaluta l’importanza della ricerca scientifica da una parte e della salvaguardia del pianeta dall’altra.
Lo studio condotto fornisce dati importanti per comprendere le origini delle malattie trasmesse da animali e può essere un mezzo di implementazione per spezzare le catene di trasmissione dei virus, contribuendo così alla prevenzione di future pandemie.
Al tempo stesso mette in luce le alterazioni dell’ecosistema provocate dall’uomo e le conseguenze negative che queste possono avere sulla salute globale, evidenziando l’importanza della conservazione ambientale e della gestione sostenibile delle risorse naturali.
Deforestazione: immagini e foto
La sempre più frequente deforestazione delle palme per adoperare le foglie nella produzione di tabacco comporta un rischio non solo per la salute del pianeta, ma anche per quella dell’uomo. Il cambio di alimentazione di alcune specie animali potrebbe infatti essere il campanello di allarme per la diffusione di nuovi virus.