Dati preoccupanti: il permafrost minaccia l’intero Pianeta
A causa del riscaldamento globale il permafrost continua a sciogliersi e a rilasciare nell’atmosfera quantità non indifferenti di CO2. I dati non sono allarmanti, ma le previsioni future potrebbero causare non pochi problemi alla salute di ambiente, animali e persone.

É un vero e proprio circolo vizioso: l’anidride carbonica nell’atmosfera aumenta le temperature, che a loro volta causano lo scioglimento di ghiaccio e permafrost, che a sua volta rilascia CO2 nell’atmosfera. Insomma, un cane che si morde la coda, il cui meccanismo è oggi più comprensibile grazie a un recente studio pubblicato su Earth’s Future.
Tonnellate di CO2 nell’atmosfera
Continuando a sfruttare i combustibili fossili come fatto finora, secondo lo studio, si continuerebbero a riversare circa 20 miliardi di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Si tratta di una quantità importante ma, tuttavia, inferiore a quella dovuta dalle attività umane che, solo nel 2023, ammonta a 11,3 miliardi di tonnellate.
Entrando nel dettaglio del permafrost, cioè il suolo tipico delle zone più fredde al mondo come la Siberia, è composto da materiale organico che, nel corso del tempo, ha intrappolato anidride carbonica. Nelle regioni dove le temperature si aggirano intorno ai -5°C, il permafrost è perennemente congelato; peccato, però, che a causa del riscaldamento globale l’estensione del permafrost sia in netta riduzione e il suo scioglimento non fa altro che aggiungere CO2 a quella già presente nell’atmosfera. Si tratta di una delle numerose conseguenze del cambiamento climatico che, insieme allo scioglimento dei ghiacciai, sta provocano conseguenze anche piuttosto gravi a interi habitat, ecosistemi e comunità di persone.
Quanto è grave?
Creare un modello previsionale è pressoché impossibile, perché le variabili in gioco sono davvero numerose; tuttavia, si possono prevedere due scenari possibili, uno più ottimista, l’altro più pessimista: il primo prevede la riuscita del contenimento dell’aumento delle temperature entro i 2°C, il secondo invece comporta il continuo sfruttamento dei combustibili fossili da parte degli uomini con un peggioramento della situazione.
Nel primo scenario, secondo i ricercatori, si scongelerebbero circa 119 miliardi di tonnellate di carbonio, mentre nel secondo la cifra salirebbe a 252 miliardi di tonnellate di cui, per fortuna, solo una piccola parte (compresa tra il 4% e l’8%) andrebbe effettivamente a immettersi nell’atmosfera. In entrambi i casi, a prescindere, l’immissione di CO2 nell’atmosfera è inevitabile, oltre che estremamente pericolosa.

Inoltre, gli scienziati sottolineano che potrebbero insorgere ulteriori complicazioni, per esempio scioglimenti improvvisi che andrebbero ad aumentare ancora di più la quantità di CO2 immessa nell’atmosfera. Ecco perché bisogna continuare a lottare contro il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, cercando di sensibilizzare quante più persone possibili e, soprattutto, Governi e istituzioni di tutto il mondo. Servono interventi concreti e immediati: il nostro Pianeta non può più aspettare.