Danni climatici in Italia: bilancio shock tra vittime e costi

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Dagli anni Novanta, sono decedute ben 38mila italiani in Italia a causa di siccità, inondazioni e ondate di calore. E i nuovi dati del Climate Risk Index rivelano anche tutti i danni economici.

Clima tropicale
Photo by Sumekler – Pixabay

L’Italia è il primo Paese in Europa per morti e danni causati dagli eventi estremi. La penisola è talmente esposta ai fenomeni climatici da occupare il quinto posto a livello mondiale per gli impatti legati agli eventi atmosferici. Questo è quanto riportato dal nuovo report del Climate Risk Index redatto dai ricercatori di Germanwatch e basato sui dati relativi agli eventi meteorologici estremi dell’International Disaster Database (Em-dat) e quelli socio-economici del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Dati allarmanti

Nonostante sia complicato elaborare correttamente i dati, che non sono disponibili per i Paesi in via di sviluppo, quanto emerge dal report è decisamente allarmante: dal 1993 al 2022 sono state più di 765mila le persone che hanno perso la vita a causa di 9400 eventi meteo estremi, associate a 4,2 trilioni di dollari di danni economici.

Stando a quanto sta accadendo nel mondo, con temperature record nonostante l’arrivo de La Niña (che dovrebbe raffreddare), il nuovo rapporto di Germanwatch non può non lanciare l’allarme.

In particolare, l’Italia occupa il quinto posto della classifica delle Nazioni più colpite al mondo, preceduta da Dominica al primo posto, Cina al secondo, Honduras al terzo e Myanmar al quarto. A seguire, invece, si posizionano India al sesto, Grecia al settimo, Spagna all’ottavo, Vanuatu al nono e Filippine al decimo.

Questo per quanto riguarda l’intero Pianeta, ma se si analizza solo l’Europa, l’Italia ottiene il primato a mani basse. In merito agli impatti del cambiamento climatico, tra l’altro, la penisola occupa il terzo posto: è preceduta da Pakistan e Belize ed è seguita da Grecia, Spagna, Puerto Rico, Usa, Nigeria, Portogallo e Bulgaria.

Gli eventi di maggiore impatto

I fenomeni che hanno un maggior impatto in Italia sono le ondate di calore, la siccità e le inondazioni. Le perdite economiche ammontano a circa 60 miliardi di dollari, mentre le vittime a circa 38mila. E questi numeri non si basano su previsioni, ma su fatti che, alla lunga, potrebbero diventare pura normalità, così come si legge all’interno del report:

Gli eventi climatici stanno gradualmente diventando la nuova normalità in alcune regioni del mondo. La crisi climatica sta diventando sempre più un rischio per la sicurezza globale e deve essere affrontata con azioni multilaterali coraggiose. I leader della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco non possono discutere delle sfide alla sicurezza senza affrontare il cambiamento climatico. Gli ultimi tre decenni mostrano che i paesi del Sud Globale sono particolarmente colpiti dagli eventi meteorologici estremi. Se i dati di questi paesi fossero completi quanto quelli di molti paesi del Nord Globale, potrebbe emergere un impatto economico e umano ancora maggiore. Ci sono segnali crescenti che stiamo entrando in una fase critica e imprevedibile della crisi climatica, che aggraverà ulteriormente i conflitti, destabilizzerà le società e influenzerà negativamente la sicurezza umana in tutto il mondo.

Come cambiare le cose?

Gli esperti ricordano che le azioni in atto non sono ancora sufficienti per contrastare l’impatto del cambiamento climatico. E queste parole arrivano proprio in vista della Cop30, che si terrà a novembre in Brasile, per la quale tutti i Paesi coinvolti sono in estremo ritardo nella consegna dei vari piani climatici.

Clima subartico su Marte
Autore: Alexandr – Pixabay

Nel frattempo, però, la crisi climatica procede la sua corsa e non segnala alcun rallentamento. E l’Italia, in tutto ciò, è tra i Paesi che rischia di più in assoluto.

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