Crescita delle case vuote in Italia: allarme FIMAA

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

In Italia quasi 1 casa su 3 è vuota, e sono proprio questi immobili disabitati la chiave per risolvere la crisi abitativa in cui versa il nostro Paese. Questo il parere di FIMAA Confcommercio, che propone una fiscalità più favorevole per i proprietari e altre soluzioni per far fronte alla crisi immobiliare italiana.

Affitto, Casa
Photo by StockSnap – Pixabay

In Italia ci sono circa 35 milioni di immobili adibiti ad uso residenziale. Di questi, poco meno di uno su tre è vuoto. Questo è uno dei motivi alla base della crisi abitativa in cui il nostro Paese si trova da diversi mesi, e che non accenna a diminuire. Al contrario di quanto si possa pensare, gli affitti brevi non sono la causa principali della scarsità dello stock immobiliare in affitto in Italia, poichè in realtà rappresentano solo una fetta minoritaria del totale.

Al contrario, gli immobili vuoti hanno un peso decisamente maggiore e potrebbero, da soli, se non risolvere la crisi quantomeno alleviarla considerevolmente. Il problema è che i proprietari immobiliari non vogliono correre il rischio di affittare il proprio immobile ad un inquilino moroso e poi dover continuare a pagare le imposte sui canoni non percepiti. Per questo, secondo FIMAA-Confcommercio, è necessario ridurre la pressione fiscale sui proprietari e tutelarli di più.

In Italia quasi 1 casa su 3 è vuota

Investimento, Immobiliare casa
Photo by Yamu_Jay – Pixabay

Per moltissimi mesi si è puntato il dito contro gli affitti brevi e le locazioni turistiche per trovare un capro espiatorio alla crisi abitativa in cui versa l’Italia. Nel nostro Paese infatti, si fa sempre più fatica a trovare una casa in affitto, e ancor di più a trovarla ad un prezzo ragionevole. Questa situazione però, non dipende dagli affitti brevi, o quantomeno non unicamente. Questi, stando ai dati relativi alle città di Firenze e Milano (che simbolicamente rappresentano lo Stivale intero) presentati da FIMAA-Confcommercio, sono nettamente inferiori alle case vuote:

  • a Firenze le case vuote sono 26.000, mentre gli affitti brevi solo 10.000;
  • a Milano le case vuote sono 100.000, mentre gli affitti brevi sono solo 20.000.

Già così ci si rende conto di quanto, sullo stock immobiliare rivolto alle locazioni standard a medio e lungo termine, pesino molto di più gli immobili sfitti che quelli destinati alla ricettività turistica. Guardando il dato nazionale evidenziato dall’Istat, si può notare come su 35 milioni di immobili totali in Italia, 9,5 milioni siano vuoti e inutilizzati. Il perchè? Secondo FIMAA sta nella pressione fiscale e nella scarsa tutela a favore dei proprietari.

Le proposte di FIMAA

Casa, Miniatura
Photo by Yamu_Jay – Pixabay

Per questo, in un’audizione di fronte alla Commissione Ambiente della Camera, la Federazione dei Mediatori ha avanzato diverse proposte. Si tratta di un vero e proprio pacchetto che racchiude al suo interno gli aspetti principali che sono d’ostacolo ai proprietari per affittare i propri immobili vuoti: la titolarità esecutiva del contratto di locazione (in caso di inquilino moroso), maggiori strumenti di garanzia e agevolazioni assicurative, l’esenzione delle imposte sui canoni non percepiti e la creazione di una banca dati della morosità.

Solo con misure di questo tipo infatti, i proprietari si sentirebbero maggiormente tutelati e avrebbero meno difficoltà a prendere la decisione di mettere il proprio immobile in affitto. Attualmente invece, sono tantissimi i proprietari che non vogliono correre il rischio di morosità da parte dell’inquilino, e che proprio per questo scelgono di destinare il proprio immobile alla locazione turistica oppure di lasciarlo vuoto in attesa di tempi migliori. Il risultato? Uno stock immobiliare scarso e prezzi degli affitti sempre più alti.

Crescita delle case vuote in Italia: allarme FIMAA: foto e immagini