Copernicus: il buco dell’ozono continua a ridursi

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Ha iniziato a chiudersi a inizio dicembre e la sua area di estensione si è ridotta rispetto al passato: si tratta del buco dell’ozono e i dati sono forniti da Copernicus.

Atmosfera
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Finalmente il buco dell’ozono si comporta in modo “normale” e sta decisamente meglio: se negli ultimi 4 anni, infatti, si è protratto più del solito chiudendosi solo a metà dicembre, quest’anno ha invertito la rotta chiudendosi a inizio dicembre. Questo è quanto dichiarato dal Servizio di monitoraggio dell’Atmosfera di Copernicus (Copernicus Atmosphere Monitoring Service – Cams) con grande entusiasmo.

Ogni tanto una buona notizia

A spiegare più nel dettaglio cosa stia accadendo è proprio il Cams, che ha sottolineato l’importanza di tornare finalmente a valori più prossimi alla media:

Il buco dell’ozono ha iniziato a chiudersi all’inizio di dicembre, un periodo più vicino alla media rispetto agli ultimi anni. Anche gli altri indicatori normalmente utilizzati per monitorare il fenomeno, come l’area totale, erano più vicini alla media rispetto agli ultimi anni. Lo sviluppo del buco dell’ozono antartico nel 2024 è iniziato in ritardo rispetto alla media, soprattutto a causa dell’interruzione del vortice polare in seguito a due improvvisi episodi di riscaldamento stratosferico nel mese di luglio. Quando il vortice polare si è instaurato nel mese di agosto, la riduzione chimica dell’ozono stratosferico sopra l’Antartide ha potuto avere effetto, come ogni anno. L’area del buco dell’ozono ha continuato ad aumentare per tutto il mese di settembre, seguendo da vicino la media del periodo compreso tra il 1979 e il 2021, raggiungendo la dimensione massima di 22 milioni di km2 alla fine del mese. Questo valore non solo è inferiore a quello del 2023 e del 2022, quando l’area massima era di circa 25 milioni di km2, ma si è verificato più tardi rispetto al 2023 ed è in linea con la media storica.

Se ci si è sempre preoccupati, quindi, di quanto si stesse estendendo il buco dell’ozono, adesso è sicuramente possibile dormire sonni più tranquilli!

Si torna alle vecchie abitudini

Sempre il Cams ha evidenziato l’importanza di tornare ai comportamenti del passato, indice che (forse) qualcosa sta finalmente cambiando:

Mentre alcuni dei buchi dell’ozono degli ultimi anni si sono distinti per la chiusura in ritardo rispetto alla media dell’anno, la chiusura del 2024 è stata più tipica. L’area del buco dell’ozono è diminuita costantemente per tutto il mese di ottobre, in linea con la media, ma si è stabilizzata nel mese di novembre con un’area approssimativa di 10 milioni di km2 al giorno durante il mese. Il vortice polare si è interrotto nella prima settimana di dicembre, portando rapidamente la chiusura del buco dell’ozono del 2024 in linea con la data di chiusura media del periodo compreso tra il 1979 e il 2021.

Ozono, Buco
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A dare un grande contributo è stato di certo il Protocollo di Montreal insieme ai suoi successivi emendamenti, che è riuscito a limitare le emissioni di sostanze dannose per l’ozono. La strada da compiere è ancora lunga, ma questi primi segnali positivi lasciano ben sperare. Combattere e contrastare il cambiamento climatico è possibile, basta solo volerlo.

Il buco dell’ozono sta meglio: foto e immagini