Come l’AI contribuisce alla lotta al cambiamento climatico

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

L’AI può essere di grande supporto alle aziende per misurare le loro emissioni; tuttavia, appena il 18% delle imprese europee ha adottato politiche adeguate.

Software con AI
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Tra gli obiettivi principali dell’Unione Europea nell’ambito della lotta al cambiamento climatico rientra la riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030. Per raggiungere questo traguardo, non solo sono state aggiornate le regolamentazioni vigenti, ma un gran numero di imprese sono state obbligate ad adeguarsi. Purtroppo, però, la risposta da parte dei Paesi europei è ancora troppo scarsa.

Con l’AI si dimezzano costi e tempi

Secondo dati Istat, le imprese che in Italia hanno monitorato le proprie emissioni nel biennio 2021-2022 equivalgono a stento al 10%, mentre solo il 18% ha adottato politiche di misurazione delle emissioni.

Questa scarsa adesione da parte delle aziende italiane non è da imputare a menefreghismo e superficialità, piuttosto al fatto che la lotta al cambiamento climatico è particolarmente complessa e costosa; ciò significa che le imprese più piccole non riescono a fronteggiare i costi previsti.

Ed è qui che entra in gioco l’AI, che tramite software avanzati di ultima generazione può essere un valido alleato: dimezza, infatti, il tempo e le risorse necessari per il calcolo delle emissioni di CO2 di ogni singola impresa.

I software con AI mappano le fonti delle emissioni

Ma come funzionano questi software con AI? Dopo aver stabilito l’arco temporale da analizzare, i dispositivi digitalizzano la struttura organizzativa dell’azienda, garantendo che ogni singola area venga considerata con estrema precisione.

In questo modo, si ottiene una mappatura dettagliata delle fonti delle emissioni che, a sua volta, favorisce la collaborazione sia tra le diverse unità organizzative, sia tra aziende e fornitori. L’intelligenza artificiale, infatti, semplifica la raccolta di grandi quantità di dati, automatizza la loro raccolta e riduce la mole di lavoro manuale.

Non solo, perché i software con AI migliorano la qualità dei dati tramite tecniche di verifica e validazione che eliminano errori o incongruenze, fornendo quindi solo informazioni affidabili. Successivamente, trasformano i dati grezzi in stime precise, ottenendo le reali emissioni di CO2. Grazie un database costantemente aggiornato, i software calcolano l’impatto preciso delle singole operazioni aziendali; in un secondo momento, poi, i risultati possono essere resi ancora più semplici e intuitivi per consentire alle imprese di analizzare il loro operato e di intervenire, se necessario.

I software con AI non sono a impatto zero

Purtroppo, anche i software con AI hanno un difetto: il loto utilizzo non è a impatto zero. In Italia, così come nel resto del mondo, l’uso della tecnologia in generale è responsabile di una percentuale compresa tra l’1,5% e il 4% delle emissioni globali di gas serra.

Ciò significa che se un’azienda sceglie di adottare software per la decarbonizzazione deve, al contempo, accertarsi che siano stati progettati seguendo linguaggi di programmazione a basso consumo energetico.

Emissioni gas serra
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Procedendo su questa linea e integrando la decarbonizzazione nella propria strategia di business, ogni azienda può contribuire in modo significativo alla lotta al cambiamento climatico e alla costruzione di un futuro più sostenibile.

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