Come il muschio combatte il cambiamento climatico
Se gli alberi contribuiscono a contrastare il cambiamento climatico, anche il muschio fa la sua parte: assorbe grandi quantità di CO2 e dona al terreno una gran quantità di sostanze nutritive.

Nella lotta al cambiamento climatico, alberi e piante giocano un ruolo indispensabile grazie alla loro capacità di assorbire grandi quantità di CO2; basti pensare che, nel corso della sua vita, un solo albero è in grado di sottrarre più di una tonnellata di anidride carbonica dall’atmosfera. Ma ecco un altro protagonista: il muschio, dalle potenzialità tanto nascoste, quanto preziose.
I superpoteri del muschio
Delle potenzionalità del muschio si parla in un articolo pubblicato di recente su Nature Geoscience, che sottolinea come questa morbida pianta che ricopre circa 9,4 milioni di chilometri quadrata di Terra – più o meno l’estensione di Canada o Cina – sia in grado di assorbire altissime quantità di CO2 nel terreno che la ospita.
Per ottenere risultati certi, gli scienziati hanno analizzato campinio di terreno sottratti a diversi ecosistemi sparsi in vari continenti; ne è emerso che il muschio non solo può sequestrare nel terreno 6,43 miliardi di tonnellate in più rispetto al suolo nudo, ma è anche un’ottima fonte di sostanze nutritive vitali. Nello specifico, infatti presenta un alto tasso di decomposizione della materia organica e meno casi di agenti patogeni nelle piante.
E non finisce qui: al pari delle foreste, il muschio stabilizza il microclima e l’ambiente fisico sottostante e fornisce al terreno carbonio e altri minerali utili al benessere del microbioba.
Anche le piante più piccole ricoprono un ruolo importante
Un aspetto che emerge da questo studio è l’importanza di ogni singola pianta esistente al mondo, anche la più piccola, perché sono tutte in grado – chi più, chi meno – di sequestrare CO2 esattamente come gli alberi.
In futuro, quindi, ci si potrebbe focalizzare sulle capacità di tutti i tipi di vegetazione, quindi non solo di alberi e muschio, di assorbire anidride carbonica; analizzando, comprendendo e studiando i contributi dalle singole piante, infatti, si potrebbero definire politiche ben precise per ottimizzare la gestione della natura, permettendo così alla vegetazione di svolgere il compito di protettori dell’ambiente e di lottatori in prima linea contro il cambiamento climatico.

Ecco perché, di pari passo, è fondamentale rendere le città sempre più green e non solo dal punto di vista ecologico: piantare alberi, piante e specie vegetali di qualsiasi tipo, così come avvenuto con Bosco Smeg in provincia di Parma, è sicuramente utile per contribuire al miglioramento della qualità dell’aria e a smorzare gli effetti collaterali causati dalla crisi climatica in corso.