Clima e neve scarsa fanno scomparire i ghiacciai delle Dolomiti
Negli ultimi anni, i ghiacciai delle Dolomiti tendono a ridursi sempre più, con un significativo aumento dell’emergenza ambientale, a causa dell’aumento delle temperature e della scarsità di precipitazioni nevose.

L’allarme che giunge da diversi studi scientifici che monitorano l’evoluzione dei ghiacciai alpini è chiaro: si conferma la progressiva riduzione delle masse glaciali a causa del cambiamento climatico, che accelera inevitabilmente questo processo con estati sempre più calde e inverni sempre meno nevosi che impediscono ai ghiacciai di rigenerarsi.
Le Dolomiti tra i patrimoni UNESCO più colpiti
Le Dolomiti, patrimonio UNESCO e simbolo di eccellenza della bellezza naturale italiane, sono particolarmente colpite dalle trasformazioni in atto. I dati, infatti, mostrano che la perdita di ghiaccio ha ormai raggiunto livelli preoccupanti con alcune zone che hanno visto ridursi la superficie glaciale di oltre il 50% negli ultimi 10 anni.
Se la tendenza dovesse rimanere invariata, si prevede che entro la fine di questo secolo la maggior parte dei ghiacciai alpini potrebbe scomparire completamente. E le conseguenze non riguardano solo la rinuncia a un paesaggio glaciale di questa portata, ma anche la drastica riduzione delle riserve d’acqua, che comporta una lunga serie di problemi a carico dell’ecosistema locale, primi tra tutti la diminuzione della portata dei fiumi e l’aumento del rischio di siccità in estate.
Tra l’altro, anche il settore turistico, che si affida tantissimo alla presenza di neve per la stagione invernale, sta subendo conseguenze drammatiche a fronte di questi cambiamenti. Per non parlare, poi, del fatto che la ritirata dei ghiacciai incide anche sulla stabilità del territorio: la mancanza di neve e ghiaccio, infatti, altera il ciclo idrogeologico delle montagne, aumentando il rischio di frane e smottamenti.
Infine, è bene sottolineare che la perdita progressiva di permafrost, cioè lo strato di terreno perennemente ghiacciato, sta provocando il distacco di rocce e la destabilizzazione di vari versanti montuosi.
Quali strategie di intervento?
Per contrastare l’emergenza in corso, gli esperti invitano Governi e istituzioni a intervenire con strategie di adattamento e mitigazione del cambiamento climatico. In che modo? Tramite la riduzione delle emissioni di gas serra, l’incremento di aree protette e lo sviluppo di tecnologie per la gestione sostenibile delle risorse idriche, per esempio.
Al contempo, sarebbe opportuno che le comunità locali e tutte le istituzioni si impegnino per affrontare il problema con iniziative locali, volte a sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica e avviare quante più pratiche sostenibili possibile.

L’emergenza, che andrà solo a peggiorare, ha e avrà bisogno di azioni intraprese a livello globale; perché ciò che sta accadendo alle Dolomiti non è un caso eccezionale o isolato, anzi, è un indicatore chiave dei cambiamenti climatici in atto in tutto il mondo, oltre che motivo di preoccupazione per tutti coloro che desiderano preservare sia la bellezza del paesaggio, sia l’equilibrio economico e ambientale di tutte le regioni alpine.