Chernobyl diventa una riserva naturale

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Dopo quasi 40 anni dal disastro di Chernobyl, l’area circostante si è trasformata in una delle più grandi riserve naturali d’Europa e il benessere delle rane è un segnale positivo anche per noi!

Rane
Photo by JillWellington – Pixabay

Da zona deserta e contaminata a riserva naturale: Chernobyl è, attualmente, un’area verde dove vivono numerose specie animali e vegetali. Tra cavalli, cani e orsi, ecco anche le rane arboricole orientali Hyla orientalis, che hanno attirato l’attenzione dei ricercatori per il legame che potrebbero avere con la biologia umana.

Le rane di Chernobyl come esempio di adattamento

Queste curiose rane non solo sono riuscite a sopravvivere al disastro nucleare, ma continuano a prosperare diventando un vero e proprio esempio della capacità di adattamento della vita anche in condizioni estreme. A spiegare nel dettaglio la straordinarietà di tutto questo è Pablo Burraco, ricercatore dell’Estación Biológica de Doñana:

Il disastro di Chernobyl ha creato un laboratorio naturale senza precedenti. Da anni analizziamo queste rane per capire come abbiano reagito all’ambiente contaminato, non solo in termini di sopravvivenza, ma anche di adattamenti evolutivi.

Nonostante siano ancora esposte alle radiazioni residue, le rane di Chernobyl godono di ottima salute e raggiungono la stessa età delle loro simili che vivono in zone non contaminate.

Una scoperta che potrebbe cambiare il futuro

Per adattarsi al contesto, le rane di Chernobyl hanno cambiato il loro aspetto, sviluppando una pigmentazione più scura rispetto a quella di esemplari che vivono in altre parti del mondo. Anche questo rientra in un’ottica di adattamento: la melanina, infatti, protegge dai danni delle radiazioni assorbendo e dissipando energia. Ed è grazie a questo se le rane sono riuscite a sopravvivere anche subito dopo l’esplosione.

Tra l’altro, nonostante la continua esposizione alle radiazioni, le rane di Chernobyl non presentano alcun effetto negativo sul loro invecchiamento. Così come spiegato dagli scienziati:

Possiamo calcolare l’età di una rana contando le linee di crescita nelle sue ossa: proprio come un albero, ogni anno di vita di una rana è segnato. Sappiamo che alcune specie nelle zone montuose possono vivere per oltre 20 anni, mentre altre vivono solo per 2. Per il nostro lavoro a Chernobyl, abbiamo esaminato circa 200 esemplari in 3 anni. La rana arboricola orientale più vecchia che abbiamo trovato aveva raggiunto i nove anni di età. La maggior parte aveva circa tre o quattro anni.

Quale legame con la biologia umana?

La determinazione e la resilienza delle rane di Chernobyl propone uno spunto molto interessante per gli studi sull’invecchiamento. I meccanismi, infatti, che consentono a questi esemplari di non subire danni cellulari significativi potrebbero essere di ispirazione per nuove ricerche sulla longevità umana.

Dato che anche gli esseri umani stanno affrontando continue sfide in termini di adattamento per via del cambiamento climatico, potrebbe essere utile studiare le rane di Chernobyl per comprendere come proteggere il Dna umano dall’invecchiamento e dalle radiazioni.

Rana
Photo by BubbleJuice – Pixabay

Certo, così come sottolineano gli scienziati, la situazione attuale di Chernobyl è molto diversa da quella iniziale, tanto che oggi rimane appena il 10% delle radiazioni rilasciate nel 1986. Tuttavia, lo spirito di adattamento delle rane suggerisce che nonostante l’esposizione ad agenti pericolosi e al contesto ostile, la vita vince su ogni cosa.

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