Casi di gastroenterite in Lombardia: cosa sta succedendo?

Autore:
Francesca Naima Bartocci
  • Laurea in Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne
Tempo di lettura: 4 minuti

In Lombardia sono state rilevate negli acquedotti delle tracce di Norovirus, agente patogeno che può scatenare il cosiddetto “virus intestinale”.

Acqua, Rubinetto
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Che lo si chiami virus intestinale, influenza intestinale o gastroenterite, i sintomi dell’infiammazione all’apparato digerente (come diarrea, vomito, crampi addominali ma anche – più raramente – febbre) non lasciano dubbi: la fastidiosa patologia è presente.

Per quanto seccante, la gastroenterite (termine più appropriato per definire tale patologia) è un disturbo che solitamente regredisce spontaneamente, con le dovute attenzioni. Bene anche però prendere precauzioni, così da evitare di ammalarsi, specialmente dopo avere registrato casi di gastroenterite, ed è proprio ciò che sta accadendo in Lombardia.

Da fine aprile infatti, successivamente a una segnalazione di una sospetta malattia a trasmissione alimentare (MTA), sono state effettuate delle verifiche campionando l’acqua di rete alla ricerca del Norovirus – responsabile della gastroenterite -.

I risultati positivi hanno dato prova dell’effettiva presenza dell’agente patogeno, portando il Sindaco del comune di Ponte di Legno (il comune in cui vi erano diversi casi di gastroenterite, situato tra Brescia e Trento) a prendere decisioni che potessero tutelare la salute pubblica.

Norovirus in Lombardia, i primi casi

Rubinetto, Perde
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A fine aprile il Sindaco di Ponte di Legno ha adottato una misura precauzionale per tutelare la salute pubblica, dopo alcuni casi di gastroenterite.

Il Sindaco ha emesso un’ordinanza di non potabilità dell’acqua – vietando dunque di bere l’acqua del rubinetto – dopo che il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell’ATS MontagnaTonale ha trovato tracce di Norovirus dai campioni di acqua prelevati dall’acquedotto.

Le verifiche sono state effettuate in quanto diversi studenti parte di una scolaresca in vacanza presso una struttura alberghiera del Passo del Tonale hanno manifestato sintomi simili, riconducibili alla gastroenterite, causata appunto dal Norovirus.

Dopo avere riscontrato l’effettiva presenza di Norovirus, l’Ats ha fatto sapere:

I valori rilevati a seguito di accertamenti effettuati su campioni di acqua prelevati in località Passo del tonale la rendono temporaneamente non idonea ai fini alimentari […]. Le acque erogate dalle suddette fonti devono ritenersi non idonee per gli usi potabili e per l’incorporazione negli alimenti, quando l’acqua rappresenta l’ingrediente principale, per il lavaggio di frutta e verdura e per l’igiene orale.

Ecco perché è seguita – il 24 aprile – l’ordinanza del Sindaco che proibiva l’uso in generale dell’acqua; dunque non solo berla ma anche usarla per cucinare, lavare alimenti o lavare i denti.

Anche una settimana dopo le prime valutazioni, altri test hanno confermato la presenza dell’agente patogeno, il quale è altamente contagioso.

Gastroenterite, colpa dei Norovirus: approfondimento

Acqua, Potabile
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Scoperti nel 1972, i Norovirus appartengono alla famiglia dei Caliciviridae e sono anche chiamati Norwalk e  ad oggi rappresentano la causa più comune di gastroenteriti acute di origine non batterica.

I Norovirus sono altamente contagiosi e, come sottolineato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), già solo 10 particelle virali possono dare vita a un’infezione; nella maggior parte dei casi la trasmissione avviene mediante il consumo di acqua o alimenti contaminati e, come nel caso riportato nel presente articolo, è importante prendere precauzioni perché i Norovirus sono molto resistenti e difficili da eliminare (basti pensare che riescono a sopravvivere a diverse temperature e svariate condizioni ambientali), il che rende plausibile la creazione di focolai epidemici.

Le precauzioni adottate in Lombardia e i controlli effettuati non devono dunque diffondere preoccupazione, in quanto l’inquinamento idrico può essere causato da disparati fattori e tranne il recente caso, le acque del territorio di interesse sono solitamente di alta qualità (basti pensare che lo scorso anno, più dell’80% dei campioni analizzati è risultato conforme, nonostante l’allarme che si era diffuso).

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