Blue deal: arriva anche in Europa la misura contro la povertà idrica
L’acqua rappresenta senza dubbio una risorsa fondamentale per la vita e per l’economia, motivo per cui si parla di implementare un “Blue Deal” per la sua salvaguardia a livello europeo.

In correlazione con il “Green Deal”, si pensa di introdurre un “Blue Deal” europeo per la salvaguardia delle risorse idriche. L’obiettivo è quello di tutelare l’ecosistema in generale ma anche l’economia, in quanto l’acqua è e sarà sempre una delle risorse fondamentali del nostro pianeta.
Il “Blue Deal” andrà perciò a regolamentare e a progettare diverse iniziative utili a perseguire questi obiettivi proprio negli Stati membri dell’Unione europea.
I punti chiavi del “Blue Deal”

Alla fine dello scorso anno, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha messo a punto i 15 principi e le 21 azioni che costituiscono gli assi portanti della Dichiarazione per un “Blue Deal” europeo. Stando agli studi, un’azione decisiva riguarderà la diminuzione delle perdite d’acqua all’interno delle reti idriche. Altrettanto importante sarà la cura volta a evitare i suoi sprechi nelle famiglie, nel settore agricolo e in quello industriale. Per raggiungere questa finalità comune, bisognerà innanzitutto anticipare le necessità e gestire in modo adeguato le risorse d’acqua, questo dal breve al lungo termine.
La dichiarazione in oggetto si riferisce a una vera e propria azione politica in tutta Europa, con un forte accento sulla sostenibilità volto a ridurre la penuria d’acqua. Dal momento che le risorse idriche sono decisive anche ai fini economici, si sta altresì pensando a un piano di investimenti cospicuo. In particolare, si è ipotizzata l’istituzione di un “Blue Transition Fund” per dare vita a infrastrutture dotate di resilienza e sostenibili.
Allo stesso tempo, si è fatto presente il bisogno di assicurare alla popolazione uguale accesso ai servizi idrici e igienico-sanitari.
Il punto focale, comunque, rimane realizzare un equilibrio tra gli interessi dell’economia e quelli dell’ambiente.
L’importanza del mare per la transizione ecologica

Al di là dell’acqua dolce, l’acqua salata è fondamentale per l’economia europea. Stando alle ricerche sulle attività fondate sugli oceani, sui mari, e quelle costiere a essi correlate, risultano alti gli interessi (ad oggi, 624 miliardi di euro l’anno di fatturato, quindi +21% rispetto al 2020) e anche i tassi di occupazione (3,6 milioni di persone, ovvero +17% rispetto al 2020).
Il report dell’UE ha evidenziato che solo le attività turistiche legate al mare, con mete da sempre molto gettonate in Europa, generano la maggior parte degli introiti, occupando da sole il 54% della forza lavoro. Subito dopo si colloca ovviamente il trasporto marittimo, e infine i profitti dati dalle energie rinnovabili ricavate dall’acqua, i quali registrano un importante trend di aumento. Ci si riferisce, in modo specifico, all’energia eolica offshore e all’energia generata dalle onde e dalle maree.
Pure la pesca e la distribuzione di prodotti ittici hanno visto una grande crescita rispetto al 2020 (+24%).
Considerando queste statistiche, risulta chiaro che i livelli attuali di protezione costiera dovranno essere migliorati di molto, onde evitare danni come le inondazioni delle coste, con risvolti pesanti sia per l’ambiente che per l’economia.
Bisognerà anche stabilire delle soglie di garanzia per la flotta peschereccia all’interno dell’UE. Infatti, nonostante siano diminuite le emissioni di CO2 dal 2009 al 2021, è calata pure l’efficienza del carburante a causa dell’aumento dei prezzi dei combustibili. Si intuisce quindi come mai si pensi di introdurre un “Blue Deal” europeo per la salvaguardia delle risorse idriche, ai fini sia della ripresa ambientale sia di quella economica. L’importanza dell’acqua per il pianeta è tale che da ormai qualche anno è stata istituita una giornata mondiale appositamente dedicata.