Batterie esauste, svolta green: Brescia sviluppa un forno per il litio

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Ecologia: arriva dall’Università di Brescia il maxi-forno per recuperare il litio dalle batterie esauste. Una mossa ecologica che abbraccia sostenibilità e nuove strategie eco&green. Evento dalla portata rivoluzionaria: piano sperimentale del ministero dell’Università e della Ricerca con investimento di 1 mln di euro. 

Batterie
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Ecologia: batterie esauste, un danno ambientale

Batterie, Auto
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Quando tre secoli fa Alessandro Volta ideò e brevettò la pila, non aveva messo in conto gli impatti e gli usi che noi altri col tempo ne avremmo fatto, n+è la piega che il litio avrebbe preso nella nostra vita. Le batterie esauste, benché lo scorso anno ha visto la regolamentazione con precisa normativa da parte dell’UE, rappresenta ancora un grave problema.

Una questione che tocca da vicina la prassi dello smaltimento delle batterie, cioè inquadrandole in un piano di recupero. L’obiettivo Ue è di incanalare nel ciclo di vita delle batterie, dalla riproduzione, cioè un nuovo utilizzo a scopo di riciclo, nel rispetto per l’ambiente e nella sostenibilità. 

A contribuire a questa svolta arriva il contributo scientifico nostrano, precisamente dall’Università di Brescia.

Il Maxi-forno per riciclo e sostenibilità

Batterie, Litio
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Una svolta nel recupero del litio dalle batterie usate sta peer arrivare da Brescia, specificamente dalla sua Università con un project che ha trovato subito manforte da parte del Ministero dell’Ambiente e della Ricerca con un piano d’investimento sperimentale di 1 milione di euro. 

Il polo universitario lombardo ha deciso dopo oltre un anno di prove e tentativi di confermare le intuizioni della dottoressa Elza Bontempi, secondo cui era possibile recuperare il litio e il cobalto da batterie esauste, con una prassi davvero semplice, cioè metterle in forno a microonde e in una soluzione acida. 

Dopo vari percorsi ed esperimenti è arrivata la ratifica con convalida del progetto Caramel, grazie alla costruzione di un forno capace per dimensioni e portata di produrre enormi quantità di microonde per attuare un piano di svolta e di sostenibilità che riscrive la linea eco&green in vista del 2030.

Una svolta per il 2030

Batterie, Litio
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Cosa farà questo prototipo di maxi-forno? Facile, permetterà di trasformare le batterie dei veicoli elettrici come monopattini, e-bike ed auto per esempio, oppure le batterie e i trasformatori dei sistemi d’accumulo per pannelli fotovoltaici, da riusare per nuovi prodotti. Una tecnologia funzionale e strategica in vista della transizione ecologica.

Infatti, va stimato che l’Italia e non solo entro il 2030 avrà una crescita del fabbisogno di litio, che aumenterà di 30 volte e anche più. Una questione che interessa il belpaese direttamente, in quanto  l’Italia non solo dovrà smaltire 9,2 milioni di batterie esauste, quanto sopperire alla mancanza di materie per la produzione di batterie eco&green per ottemperare alla svolta ecologica e alla produzione industriale.

Un problema, quelle delle batterie e dello smaltimenti che dagli anni 80′ ha conosciuto un rapporto anomalo con la questione ecologica, passando oggi dal tacito assenso all’evindenza necessità di farne oggetto di discussione ecologica.

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