Antiparassitari e fauna: piccoli uccelli in grave pericolo

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

La Science of the Total Environment ha reso noto uno studio in cui osserva come antipulci e antiparassitari agiscano a danno della fauna e dell’ambiente, colpendo soprattutto gli uccelli più piccoli.

Uccelli
Photo by terski – Pixabay

Animali domestici e noi

La presenza di un animale domestico, cane o gatto che sia è un incentivo al benessere della nostra salute scientificamente testato. Infatti, sono tantissimi gli studi in cui è certificato che avere tra le pareti domestiche un amico a quattro zampe, sia Fido o Felix, ci renda migliori prestazioni, riduca lo stress. A questo si allegano i tanti fattori socioeducativi che l’animale domestico ha sulla crescita di un bambino o del superamento di un trauma. Insomma, gli animali in casa sono un toccasana. In casa, appunto.

Uno studio dell’University of Sussex, edito sulla rivista Science of  the Total Environment, mette in guardia dal pericolo che hanno proprio gli animali domestici su clima e ambiente. Un rischio di cui vittime non sono solo la fauna e il sottobosco urbano, ma anche gli stessi nostri compagni.

Lo studio

Secondo lo studio gli animali domestici che lasciamo liberi di transitare e uscire, in particolar modo i gatti agiscono sul comportamento negativo degli uccelli. Il gatto domestico, infatti, oltre ad essere un felino predatore, cioè cacciatore è anche portatore di prodotti chimici come antiparassitari e antipulci che dal pelo si disperdono nell’ambiente.

Un fattore rischioso per la fauna selvatica in quanto proprio gli uccelli ne sono ancor più vittima. I volatili più piccoli della biodiversità sfruttano il pelo del gatto per fare il nido, nella stagione dell’accoppiamento. Quindi, si capisce come gli effetti chimici incidano sulla tossicità del nido e sulla sua sopravvivenza.

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I ricercatori hanno osservato che negli States, soprattutto, specie come cince e cinciallegre, rilevando che su 1o3 nidi analizzati, tutti contenessero soluzioni insetticida, in commercio sotto forma di fiale e pipette.

Casa come habitat

Cane, E Gatto
Photo by mariamza – Pixabay

L’unica risposta che al momento gli scienziati hanno potuto rilevare è che anche gli animali domestici abbiano un proprio e stabilito habitat naturale, cioè in casa. Un fattore che contribuisce alla stessa evoluzione che cane e gatto hanno ottenuto in corrispondenza con le nostre consuetudini, a partire dall’antichità.

Si capisce, quindi, che ad oggi, stando alla ricerca, proprio le mura domestiche sono infatti, la modalità per salvaguardare non solo la vita e la salute del nostro cane e gatto, monitorando le sue uscite, tenendolo al guinzaglio o con la passeggiata a vista negli ambienti esterni.

Allo stesso tempo sono anche la migliore soluzione per evitare che il mantello protetto da zecche e pulci di Fido e Felix faccia danni agli abitanti della fauna, contaminando con insetticida la riproduzione e la vita della biodiversità.

Un dibattito che non ha mancato di avere ripercussioni in molte aree del vecchio Continente. In Gran Bretagna, ad esempio, è stata posta al referendum la possibilità o meno di lasciare liberamente circolare il proprio gatto, viste le ripercussioni che ha sulla fauna oltre le perdite annualmente stimate.

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