Antartide: il ghiaccio più antico del mondo scoperto da ricercatori italiani
É targato Italia il nuovo record in Antartide, dove è stato raggiunto il ghiaccio più antico del mondo, risalente a ben 1,2 milioni di anni fa.
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La scoperta è solo l’inizio di una lunga serie di studi che permetteranno di mostrare i meccanismi di un clima paleolitico che, ancora oggi, sono del tutto sconosciuti. Il tutto si deve al progetto Beyond Epica-Oldest Ice, finanziato dalla Commissione Europea e coordinato proprio dall’Italia, con la collaborazione dell’Istituto di Scienze Polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp).
Un risultato storico
Il progetto ha raggiunto un record storico: poter studiare il contenuto di un ghiaccio così antico permette, infatti, di compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta del clima di oltre 1 milione di anni fa.
A sottolineare l’importanza di questo traguardo è Carlo Barbante, professore dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e associato senior del Cnr-Isp:
È un momento storico per le scienze climatiche ed ambientali. Ha un valore veramente eccezionale per le scienze del clima. Altri consorzi di ricerca internazionali stanno cercando di raggiungere il ghiaccio più antico. È una competizione leale nella quale l’Europa è riuscita per prima a raggiungere l’obiettivo.
Campioni di ghiaccio prelevati in Antartide giungeranno in Europa a fine marzo per essere trasportati in laboratori di Svizzera, Germania, Francia, Italia e Gran Bretagna, dove verranno analizzati per compiere ulteriori studi.
Un’operazione dai risultati straordinari
La scoperta è il frutto di un’operazione avvenuta nel campo di Little Dome C da parte di un gruppo di ricerca composto da 12 istituzioni scientifiche provenienti da 10 Paesi europei. La perforazione, che ha raggiunto i 2800 metri di profondità, ha toccato il punto in cui si incontrano la calotta glaciale artica e la roccia sottostante, cioè un punto estremamente ricco di informazioni non ancora note sul periodo in cui l’Antartide è stata ricoperta dai ghiacciai. A tal proposito, Barbante aggiunge:
Parliamo della registrazione continua più lunga del nostro clima passato, e può rivelare il legame tra ciclo del carbonio e temperatura del nostro pianeta.
In totale, i ricercatori hanno lavorato sulla perforazione per oltre 200 giorni, tra l’altro in un ambiente ostile e a una quota di 3200 metri, quindi in presenza di aria molto rarefatta e di una temperatura media di -35°C.
I campioni prelevati potrebbero riportare molto in merito alla storia del clima e dell’atmosfera terrestre: basti pensare che, grazie a questa scoperta, la conoscenza scientifica potrebbe arrivare oltre gli 800mila anni, giungendo al periodo della Transizione del Medio-Pleistocene, cioè del Paleolitico inferiore, ai tempi dell’Homo Habilis e dell’Homo Erectus.

Insomma, l’Antartide continua a regalare emozioni e, soprattutto, informazioni utili e importanti per gli scienziati che, grazie a queste, possono finalmente scoprire di più sul clima del passato e, sulla base di questo, prevedere (anche se nei limiti del possibile) i cambiamenti futuri.