Allarme OMS: 176mila morti all’anno per colpa del caldo
L’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme: quasi 200mila morti in un anno per colpa del caldo, è tempo di intervenire.

L’Europa è sempre più calda, tanto da rivelarsi il continente con il riscaldamento più rapido e veloce tra quelli appartenenti all’OMS, con temperature che aumentano con un tasso quasi duplice rispetto a quello medio globale.
Un caldo senza tregua dal 2020
Dal 2020 si sono registrati i 3 anni più caldi della storia europea, al punto da raggiungere i 176.040 decessi l’anno proprio per colpa dell’afa estrema. A lanciare l’allarme è il direttore dell’Oms Europa, Hans Kluge, che segue al monito proveniente dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in merito ad azioni tempestive e immediate contro la crisi climatica.
Nello specifico, secondo Guterres, sarebbero 4 le aree critiche di intervento:
- tutelare i soggetti fragili,
- proteggere i lavoratori,
- aumentare l’efficacia e l’efficienza delle economie e delle società e
- cercare, quanto più possibile, si limitare l’innalzamento della temperatura globale a 1,5°C.
Questi 4 punti sono fondamentali soprattutto per l’Europa, così come sottolinea lo stesso Kluge:
Ciò non potrebbe essere più rilevante per la regione europea, dove negli ultimi 20 anni si è verificato un aumento del 30% della mortalità correlata al caldo, con un aumento dei decessi in quasi tutti i Paesi della regione in cui è in atto il monitoraggio. Lo stress da calore estremo è la principale causa di morte legata al clima nella regione. Le temperature estreme aggravano le condizioni croniche, come malattie cardiovascolari, respiratorie e cerebro-vascolari, peggiorano la salute mentale e i disturbi legati al diabete.
Le nuove linee guida dell’Oms
L’aumento delle temperature, le ondate di calore e l’afa estrema sono cause di disagio e morte soprattutto per gli anziani, in particolare coloro che vivono da soli, e per le donne in gravidanza. Da non escludere, poi, i bambini, soprattutto quelli più piccoli.
Klunge ricorda, infatti, che la maggior parte degli effetti negativi del surriscaldamento climatico sulla salute umana sono prevenibili ed evitabili se si attuano buone pratiche di sanità pubblica. Se le istituzioni europee renderanno le singole regioni più preparate, allora in futuro sarà possibile salvare un gran numero di vite e porre fine a questo vero e proprio massacro.
A tal proposito, l’OMS Europa, attraverso il Centro europeo per l’ambiente e la salute, sta sviluppando un’edizione aggiornata delle linee guida da seguire per elaborare piani d’azione contro il caldo. Si tratterà di punti di partenza e riferimento per tutte le Nazioni, in modo che possano agire in nome del bene comune.

Se ogni Paese, nel proprio piccolo, metterà in atto buone pratiche per sostenere la lotta contro il cambiamento climatico, nei prossimi anni sarà possibile ridurne gli effetti e le gravi conseguenze, in modo da garantire un futuro migliore alle nuove generazioni.