Allarme Escherichia coli nel Tamigi
L’inquinamento in Gran Bretagna suscita preoccupazione, soprattutto dopo che sono stati rilevate alte concentrazioni di Escherichia coli nel Tamigi.

A denunciare il fatto è stato il gruppo River Action: è stata rilevata un’altissima concentrazione di batteri Escherichia coli nel Tamigi, in Inghilterra, il che ha fatto scattare l’allarme tra la popolazione. E tutto ciò a causa degli scarichi di acque inquinate e contaminate.
L’inquinamento dei fiumi in UK
Il tema dell’inquinamento dei fiumi nel Regno Unito non è di certo nuovo, anzi: è tra i temi principalmente trattati in occasione delle campagne elettorali ma, puntualmente, poco o niente viene messo in pratica per risolvere la questione.
A riportare l’attenzione sull’argomento, stavolta, è River Action, i cui membri hanno analizzato le acque del Tamigi ottenendo risultati sconcertanti: il fiume è colmo di batteri Escherichia coli, derivanti dagli scarichi di acque reflue, con una concentrazione superiore di 27 volte rispetto la soglia peggiore stabilita dall’Agenzia governativa per l’ambiente.
La Thames Water sotto accusa
Il presidente di River Action, James Wallace, incolpa la Thames Water di quanto sta accadendo al Tamigi: si tratta della più grande compagnia idrica del Regno Unito, alla quale viene chiesto di fermare il continuo scarico di liquami che minaccia enormemente sia la biodiversità del fiume, sia la salute di tutti coloro che vivono nei paraggi o, di tanto in tanto, decidono di fare un bagno.
Secondo Wallace, si tratta di una vera e propria emergenza sanitaria che non può più passare inosservata, anzi, deve essere seriamente affrontata dal Governo:
Il prossimo governo deve affrontare la crisi dell’inquinamento idrico e garantire che le società idriche, inclusa la Thames Water, investano urgentemente nel potenziamento degli impianti di trattamento delle acque reflue e nella riparazione delle loro infrastrutture fallite prima che le persone si ammalino gravemente o peggio.
Escherichia coli e danni per la salute
L’Escherichia coli è un batterio gram-negativo che si trova normalmente nella flora batterica dell’intestino; fa parte, quindi, del microbiota ed è un batterio che sopravvive proprio grazie all’organismo in cui vive. Inoltre, è un bacillo asporigeno che, quindi, può vivere in un ambiente con o senza aria, fermenta il lattosio e può aderire perfettamente alla parete dell’organo che colonizza.
La sua trasmissione avviene tramite acqua o cibo contaminato e non cotto, dato che le temperature elevate uccidono il batterio. Si può trasmettere anche con il contatto oro-fecale da persona a persona, ecco perché è consigliato lavare spesso le mani per precauzione.
In caso di infezione da Escherichia coli, i sintomi principali sono dolore addominale, diarrea (anche sanguinolenta), nausea, vomito e febbre. Questi compaiono in genere circa 12 ore dopo il contatto con il batterio e durano tendenzialmente per 1 settimana.

L’organo principalmente colpito dall’Escherichia coli è l’intestino, ma il batterio può localizzarsi anche in altre zone provocando cistiti e infezioni delle vie urinarie più o meno gravi; solo più raramente, invece, può causare meningiti, polmoniti e casi di setticemia.
Per fortuna, esistono numerosi rimedi per debellarla, soprattutto fermenti lattici e antibiotici quando l’infezione è particolarmente invasiva. Tuttavia, la cura principale risiede proprio nella prevenzione e stare alla larga da acque contaminate è sicuramente il primo passo da compiere per evitare il contagio.