Allarme climatico al Lago di Garda
Il Lago di Garda è a rischio esondazione: a causa del cambiamento climatico, ha raggiunto il record del 1977 mettendo in crisi ben tre regioni d’Italia

Il cambiamento climatico colpisce ogni angolo del Pianeta, anche i posti più improbabili. E lo fa non più con episodi sporadici, ma con eventi quotidiani che ormai sono diventati pura normalità. Più il tempo passa e più ci si sta abituando alle calamità naturali, veri e propri disastri che, nella maggior parte dei casi, comportano anche la perdita di vite umane. E un esempio degli ultimi giorni è dato proprio dal Lago di Garda, il cui livello delle acque è salito talmente tanto da dichiarare lo stato di rischio esondazione.
Com’è cambiato il Lago di Garda a causa del clima
Sul fatto che il cambiamento climatico non dipenda dall’uomo c’è ormai poco da discutere, perché non è affatto così; non solo gli esseri umani non fanno niente, se non lo stretto indispensabile, per contrastare l’inquinamento atmosferico ma, al contempo, non si adoperano neanche sul fronte legislativo.
Il Lago di Garda è un chiaro esempio di come le normative vigenti siano ormai obsolete: a dicembre 2023, infatti, l’Assemblea della Comunità del Garda si è riunita per aggiornare la normativa che, risalente al 1965, era diventata ormai decisamente anacronistica rispetto al clima attuale. E questo è avvenuto solo dopo un anno di fenomeni estremi, disastri e perdite ingenti.
Se, infatti, nei primi mesi invernali c’era appena una penuria d’acqua, di ben 75 centimetri al di sotto della media stagionale, a fine anno è stata raggiunta la capienza record, cioè i 140 centimetri sullo zero idrometrico imposti dalla legge.
Insomma, si è passati da un estremo all’altro e, nel frattempo, i cittadini hanno subìto precipitazioni violente e devastanti, oltre che temporali e grandinate mai visti prima. Di fronte a tutto questo, un regolamento datata 1965, che puntava ancora sugli usi agricoli delle acque, non poteva che rivelarsi semplicemente imbarazzante.
Situazione attuale allarmante
Quest’anno la situazione del Lago di Garda grida all’emergenza. Il livello delle acque non smette di salire, tanto da aver già raggiunto i 145,7 centimetri sopra lo zero idrometrico, il che potrebbe comportare un vero e proprio disastro per la popolazione che abita nei dintorni.
Tra l’altro, se i centimetri in più preoccupano coloro che vivono nelle aree dove le rive sono più alte, a preoccupare chi abita dove le rive sono più basse sono i millimetri. Basta un niente e il Lago di Garda potrebbe esondare trascinando con sé praticamente di tutto.

Lo scorso fine settimana, per esempio, le abbondanti piogge hanno innalzato il livello delle acque di oltre 10 centimetri in sole 24 ore, facendo scattare lo stato di allerta in tutte le zone vicine. E questo accade praticamente ogni anno, soprattutto perché il sistema idrografico Sarca-Garda-Mincio-Po, basato su vasi comunicanti, vive in un perenne stato di fragile equilibrio: ogni minimo scompenso, in pratica, mette a rischio almeno tre regioni, cioè Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige.
La speranza è che la revisione della normativa possa rivelarsi finalmente efficace ed efficiente per prevenire le esondazioni del Lago di Garda e, perché no, mettere in pratica una serie di attività mirate più globalmente al contrasto attivo al cambiamento climatico.