Affitti: proprietari scelgono il canone concordato
Il canone concordato batte il canone libero nella preferenza dei proprietari immobiliari italiani. Questo trend, iniziato già da qualche mese, sta portando moltissimi proprietari a optare per i contratti di affitto a canone concordato rispetto ai classici a canone libero. Il concordato, inoltre, sta minacciando anche gli affitti brevi.

Fino a pochi anni fa del canone concordato in Italia si parlava poco, e non erano in molti a sceglierlo per le proprie locazioni. Con l’introduzione di diversi vantaggi fiscali, invece, le cose stanno iniziando a cambiare, tanto che in alcune delle città più importanti d’Italia, la percentuale degli affitti a canone concordato ha superato quella dei contratti a canone libero. In particolare, sono Milano, Roma e Napoli a mostrare i segni più evidenti di questo trend.
Soprattutto a Roma infatti, i contratti di affitto a canone concordato vanno per la maggiore, raggiungendo il 65% delle preferenze. Cosa spinge però i proprietari a optare per questa soluzione contrattuale? Ecco tutti i vantaggi del contratto a canone concordato, che oltre a superare il canone libero potrebbe rappresentare una minaccia anche per i tanto odiati affitti brevi, e risolvere una volta per tutte la crisi abitativa delle locazioni in Italia.
Il canone concordato batte il canone libero

Il canone concordato è un tipo di contratto di affitto che segue regole ben precise e che, principalmente, impone al proprietario di casa di chiedere all’inquilino un canone che rientri in un certo range. Accettando le regole di questo contratto, il proprietario ha diritto a tutta una serie di vantaggi che, se in passato erano considerati non sufficienti per farlo preferire al contratto a canone libero, oggi sono proprio il motivo per cui il canone concordato sta spopolando in Italia. Nello Stivale infatti, stando ai dati di un recente report di Tecnocasa, i contratti a canone concordato stanno superando quelli a canone libero.
In particolare, l’impennata si nota a Roma, dove questi contratti rappresentano ormai il 65% del totale delle locazioni, e a Napoli, dove la percentuale è di poco inferiore al 50%. Anche Milano mostra i primi segni di questo trend, ma a far ben sperare gli inquilini di tutta Italia che sono ancora alla ricerca di una casa è il dato che vede un calo degli affitti brevi proprio in favore dei canoni concordati. Insomma, il canone concordato sembra essere la soluzione a molti dei problemi del mercato delle locazioni.
Tutti i vantaggi

Quali sono però, i vantaggi del canone concordato rispetto al canone libero? Sono soprattutto vantaggi di tipo fiscale, ma che hanno anche molto a che fare con la flessibilità. In particolare, a fare la grande differenza sono tre aspetti:
- la cedolare secca al 10% invece che al 21%;
- la durata minima a 5 anni invece che a 8;
- sconto sull’Imu del 25%.
Considerando che il canone concordato è una forma contrattuale che prevede la definizione del canone in base a specifici parametri comunali (e quindi che non si può decidere arbitrariamente quanto chiedere di affitto all’inquilino), bisogna capire quando conviene realmente sceglierlo.
Per avere un parametro di massima, si può dire che il canone concordato diventa conveniente per il proprietario se equivale almeno all’85% del canone libero che si aveva in mente. Alla luce dei vantaggi di cui sopra infatti, il margine è parecchio ampio. Proprio per questo, anche a Milano gli affitti a canone concordato stanno aumentando, rappresentando una valida alternativa agli affitti brevi.