Talea di Eritrina

Come e quando effettuare le talee di Eritrina? Periodo giusto e procedimento per effettuare la tecnica della talea per la riproduzione dell’albero corallo?

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L’eritrina è una pianta di origine esotica che tutti vorrebbero avere nel proprio giardino per la sua spettacolare e prolungata fioritura estiva. Vediamo insieme le caratteristiche della pianta, e come coltivarla nel migliore dei modi.

La coltivazione della Talea di eritrina

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Essendo la pianta originaria del Sud America, è proprio lì che trova il suo clima ideale. Non è un caso che sia stata scelta la sua fioritura come simbolo nazionale sia in Argentina, che in Uruguay. Ciò nonostante, con i dovuti accorgimenti, la pianta medesima può essere coltivata anche da noi, dove è meglio conosciuto con la denominazione di albero del corallo, ispirata dal colore rosso corallo dei fiori. Ha delle caratteristiche notevoli, sul piano ornamentale.

Il clima sub-tropicale, tipico di questa coltivazione, ha molta umidità in estate, e inverni piuttosto miti. Da ciò se ne deduce che la pianta è alquanto delicata e non dovrebbe essere esposta a temperature rigide. La delicatezza è riconducibile specialmente ai primi anni, nei quali la pianta dedita a sviluppare il proprio apparato radicale, che è piuttosto vasto.

Una volta superata la fase in questione, nella quale prestare particolare attenzione, la pianta del corallo può vegetare più agevolmente nel nostro clima, sempre ferma restando la prescrizione di cui in precedenza. In concreto, non esponiamola in maniera prolungata a temperature rigide, ed evitiamo zone dove si registrano di frequente temperature al di sotto dello zero. La sua crescita sarà agevolata da adeguate protezioni contro il vento. Per il resto, esporre la pianta in un luogo battuto dal sole, salvo attenuazioni, come vedremo, per i mesi estivi.

La fioritura sarà lenta, fra i tre e i quattro anni, per vedere i primi risultati.  Ma, se la coltivazione viene posta in serra, non solo la pianta sarà sicura nella prima fase di vita, ma darà anche risultati di fioritura in tempi molto più brevi. In pratica, dopo un anno, o anche meno. La coltivazione, almeno iniziale, in serra, è consigliata per quelle zone con un clima eccessivamente rigido, distante dal clima mediterraneo. Vediamo ora nel dettaglio le varie tecniche di coltivazione.

Moltiplicazione per talea

Talea di Eritrina

Vediamo in dettaglio cosa fare per ottenere nuove piante di Eritrina Crista galli con la tecnica della talea. In primavera, quando la pianta riprende la fase vegetativa, prelevare con cesoie ben affilate e disinfettate delle porzioni di rametti apicali lunghe circa 15 centimetri.

Eliminare le foglie basali e lasciarne solo tre. Per favorire la radicazione è consigliabile utilizzare un ormone radicante. Riempire dei piccoli vasi con un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali e interrare le talee per i 2/3 della loro lunghezza.

Collocare i contenitori con le talee in un luogo con temperatura minima di 21° C. A radicazione avvenuta, trasferire le piante di Eritrina in vasi dal diametro via via più grande per farle irrobustire e poi metterle a dimora in terreno fresco e ricco di materia organica.

Coltivazione da seme

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I semi della Talea di eritrina sono abbastanza reperibili in commercio, basta rivolgersi ad un punto vendita specializzato. L’ideale è piantare i semi ad inizio primavera. Importante che, prima di tale fase, il seme venga immerso 12 ore in acqua tiepida, e soltanto dopo seminato, a 2 o 3 cm di profondità.

Se la pianta non è coltivata in serra, ed è dunque lasciata a seguire uno sviluppo regolare, possibile anche la coltivazione in vaso per il primo anno, dato che le radici non si saranno ancora estese. L’ideale sarà la semina in terriccio universale, per il vaso. Una volta piantato l’albero del corallo ad inizio primavera, dovrà ottenere un travaso ad autunno appena iniziato. A nuova primavera iniziata, si potrà procedere con la messa a dimora in giardino, in modo che possa svilupparsi adeguatamente, anche a livello di profondità delle radici.

Il terreno dovrà essere del tipo ben drenato, fluido. Evitare i terreni dal ristagno idrico, come i terreni argillosi e asfittici in generale. In questi ultimi, particolarmente, sussiste il difetto di circolazione d’aria (o la totale assenza) nei pori del terreno. Il difetto è dovuto proprio all’eccessiva quantità d’acqua.

Le protezioni climatiche per la pianta

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Una volta eseguita la messa a dimora nel terreno, la pianta dovrà essere protetta. Ricordiamo che l’ideale è un clima mediterraneo. Durante l’inverno, si può utilizzare la protezione in tessuto non tessuto. Viceversa, nei mesi estivi, una rete ombreggiante.

Irrigazione

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L’irrigazione è necessaria nel periodo estivo. Per i primi anni di vita, fino a che non maturi il suo sviluppo (ce ne accorgeremo dalla fioritura), si dovrà porre attenzione particolare nell’irrigazione.

Per il resto, irrigare in periodi di siccità, con assenza di piogge. Di volta in volta, non si dovrà innaffiare eccessivamente, soltanto mantenere il terreno umido.

Concimazione

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La talea di eritrina va concimata con letame, in primavera. Inoltre, da marzo a luglio, applicare altresì concimi ad alto contenuto minerale.

Talea di eritrina: foto e immagini

Come curare e gestire questa pianta nel migliore dei modi, come concimarla e rendere florido l’albero di corallo.