Pianta del bacio: le labbra rosse che stanno conquistando il mondo

Revisore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Autore:
Antonella Palumbo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 5 minuti

Le sue brattee rosse, simili a labbra socchiuse, la rendono una delle piante più curiose e ricercate al mondo. La Psychotria elata unisce estetica sorprendente e caratteristiche botaniche uniche, ma richiede cure attente per prosperare.

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photo by guentermanaus- Shutterstock

La Psychotria elata cresce spontaneamente in ambienti umidi e ombreggiati, dal livello del mare fino a oltre 2.000 metri di altitudine, dove trova condizioni ideali sotto la copertura di grandi alberi.

In natura può svilupparsi come un piccolo albero alto fino a 5 metri, mentre in coltivazione mantiene dimensioni più contenute, raramente superiori ai 2 metri. I rami, robusti alla base e più sottili alle estremità, sostengono un fogliame fitto e ornamentale. Le foglie, grandi e opposte, presentano una forma ellittico-lanceolata, con margini interi e una superficie leggermente vellutata attraversata da una nervatura centrale evidente.

Ciò che rende questa pianta unica è la presenza di brattee rosse brillanti, che ricordano labbra femminili. Non si tratta dei fiori, ma di involucri che proteggono le infiorescenze vere e proprie, piccole, bianche e a forma di stella.

Come avviene la fioritura e quali frutti produce

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Photo by IROZ – Wikimedia Commons

La fioritura della pianta del bacio avviene tra dicembre e marzo, periodo che nei luoghi d’origine coincide con la stagione estiva. Durante questa fase, le brattee raggiungono il massimo della loro intensità cromatica, attirando impollinatori come farfalle e colibrì, favoriti anche dal profumo delicato del polline.

Dopo la fioritura compaiono i frutti: piccole drupe riunite in grappoli, inizialmente blu e poi nere a maturazione, che generalmente avviene nel mese di agosto. Questi frutti rappresentano una risorsa alimentare importante per numerose specie di uccelli.

Dal punto di vista della sicurezza, è bene prestare attenzione: la pianta contiene sostanze psicotrope, soprattutto nelle foglie. Sebbene il contatto non comporti rischi, l’ingestione può risultare pericolosa e potenzialmente letale per animali domestici e bambini.

Come coltivarla e quali cure richiede

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Photo by Marshal Hedin from San Diego – Wikimedia Commons

Coltivare la Psychotria elata non è semplice, predilige una luce diffusa e intensa, ma deve essere protetta dai raggi diretti del sole, che possono causare scottature fogliari. Anche le correnti d’aria e gli sbalzi di temperatura vanno evitati.

Il substrato ideale è soffice, poroso e ben drenato. Una miscela composta da terriccio universale, perlite e torba favorisce lo sviluppo radicale e previene ristagni idrici, che potrebbero causare asfissia delle radici. Le annaffiature devono essere regolari e abbondanti nei mesi estivi, mantenendo il terreno umido senza eccedere.

Per la nutrizione, si consiglia l’uso di concimi organici o a lenta cessione in autunno e fertilizzanti liquidi durante la ripresa vegetativa.

Un ambiente umido è fondamentale: in coltivazione domestica, può essere utile posizionare il vaso su un sottovaso con ghiaia e acqua per aumentare l’umidità circostante.

Moltiplicazione, manutenzione e curiosità

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Photo by gailhampshire from Cradley, Malvern, U.K – Wikimedia Commons

La propagazione della pianta può avvenire tramite seme o talea, preferibilmente in primavera o in autunno, utilizzando un terreno ricco di nutrienti.

La messa a dimora si effettua tra marzo e aprile, scegliendo contenitori adeguati alla dimensione dell’apparato radicale.

La pianta cresce in modo ordinato e non necessita di potature frequenti, è sufficiente eliminare foglie secche o rami danneggiati. È resistente a malattie e parassiti, ma può essere attaccata dall’oziorrinco, che danneggia le foglie.

Curiosità

Nei Paesi d’origine viene talvolta chiamata “oreja del diablo” e in passato è stata utilizzata nella medicina tradizionale e nei rituali sciamanici per le sue proprietà particolari.

Sempre più rara a causa della deforestazione, la Psychotria elata è oggi considerata una specie a rischio. Coltivarla significa non solo apprezzarne la bellezza, ma anche contribuire alla conoscenza e alla conservazione di una pianta davvero unica.

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