La memoria della Mimosa Pudica: l’intelligenza segreta delle piante

Revisore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Autore:
Elisa Cardelli
  • Content Editor e Social Media Marketing
Tempo di lettura: 5 minuti

La Mimosa Pudica è una pianta quasi timida, famosa per avere foglie che si chiudono non appena vengono toccate. Un recente studio ha però dimostrato che si tratta di una pianta capace di memorizzare dalle esperienze, imparando come comportarsi proprio come facciamo noi esseri umani. 

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Dito che tocca le foglie della Mimosa Pudica
Photo by KrishNick – Pixabay

Noi umani spesso vediamo le piante come degli esseri viventi passivi, in grado semplicemente di reagire a quello che succede intorno a loro in maniera meccanica e non in modo attivo come invece facciamo noi davanti agli stimoli esterni. Questo pensiero in realtà non è corretto, infatti anche se può apparire incredibile, un recente esperimento scientifico ha dimostrato che anche alcune piante possono avere una memoria. Esistono specie come la Mimosa Pudica capaci di scegliere quando chiudere le proprie foglie per proteggersi da una minaccia, comprendendo attraverso l’esperienza quando un pericolo è reale e quando non lo è.

Un meccanismo di difesa

Dettaglio delle foglie della Mimosa Pudica
Photo by Nika_Akin – Pixabay

La Mimosa Pudica è ben diversa dalla classica mimosa che siamo soliti regalare in occasione della Festa della Donna, infatti si tratta di due piante distinte. Se a rendere popolare la mimosa “normale” (Acacia dealbata) sono i suoi fiori a pompon gialli, la Mimosa Pudica attira l’attenzione dei curiosi per le sua tigmonastia.

Di cosa si tratta? Della capacità di chiudere le foglie su sé stesse quando vengono sfiorate da qualcuno o qualcosa. Questo movimento rapidissimo, tipico anche di piante carnivore come la Venere acchiappamosche, ha lo scopo di spaventare i predatori proteggendo l’esemplare o di catturare gli insetti.

Un esperimento rivela che la Mimosa Pudica ha una memoria

Pianta di Mimosa Pudica in vaso
Photo by congerdesign – Pixabay

Per studiare meglio il fenomeno, alcuni ricercatori hanno messo una Mimosa Pudica all’interno di un macchinario che lasciava cadere da un’altezza controllata una gocciolina d’acqua. All’inizio del test, la pianta reagiva chiudendo immediatamente le foglie ma le cose dopo un po’ sono cambiate.

A seguito di varie ripetizioni dell’esperimento, la mimosa ha smesso di accartocciare le sue foglie perché la gocciolina d’acqua che cadeva non le causava alcun danno. Il punto più interessante dello studio è che la pianta pare avere davvero capito che la goccia non rappresentava un pericolo perché questo nuovo comportamento è stato mantenuto anche a giorni di distanza come una memoria appresa.

Le piante possono imparare dall’esperienza

Dettaglio della Mimosa Pudica
Photo by Rattakarn_ – Pixabay

Un esperimento di questo tipo dimostra che anche nel mondo vegetale esistono capacità che fino ad oggi ci sembravano impossibili anche solo da immaginare. Pur non avendo un cervello come noi umani, ci sono infatti delle specie di piante che riescono a fare esperienza da quello che gli accade per poi usare le informazioni imparate per adattarsi meglio all’habitat in cui vivono.

Imparando a non chiudersi quando non serve, la Mimosa Pudica risparmia energie preziose che può utilizzare per la fotosintesi e altre operazioni che ne richiedono. Anche se magari meno affascinante da vedere rispetto alla mimosa che in molti coltiviamo in vaso, questa sua cugina più timida ci mostra che la natura spesso trova soluzioni straordinarie per sopravvivere.

La memoria della Mimosa Pudica: foto e immagini

Ora che abbiamo visto tutti i dettagli in merito alla Memosa Pudica e alla sua capacità di ricordare, possiamo scorrere le foto raccolte di seguito.