Il metodo corretto per annaffiare le orchidee che i vivaisti non rivelano
Le orchidee sono ritenute spesso molto complesse da coltivare, ma in realtà il segreto sta tutto nell’irrigazione: anche se tutti annaffiano le Phalaenopsis dall’alto come le altre piante, questa specie va innaffiata dal basso. Scopriamo come riuscirci nel modo corretto e vediamo quali sono gli errori da non commettere per evitare di danneggiarla.
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Mantenere bellissima un’orchidea Phalaenopsis appena ricevuta in regalo o acquistata non è qualcosa di possibile solo per chi ha il pollice verde ed è esperto con le piante, infatti basta conoscere l’unico modo giusto per irrigarla per aiutarla a splendere per lungo tempo. Il segreto infatti è quello di non trattarla come le altre specie annaffiandola a pioggia dall’alto, ma procedere con l’innaffiatura dal basso scegliendo una tecnica che rispetta la natura della pianta e non crea ristagni dannosi per le radici. Scopriamo allora come fare nel modo giusto l’annaffiatura dal basso e impariamo quali sono gli errori più comuni da evitare assolutamente.
Come fare

Per annaffiare nel modo migliore la Phalaenopsis si deve prima di tutto riempire un contenitore con dell’acqua pulita a temperatura ambiente. L’ideale sarebbe scegliere acqua piovana o almeno demineralizzata per evitare che il calcare possa danneggiare l’orchidea, ma se non è possibile ci si può accontentare di quella del rubinetto.
A questo punto si può procedere con l’immersione del vaso prestando attenzione che l’acqua arrivi solo fino a metà perché il colletto e la base delle foglie devono sempre rimanere asciutti se si vogliono evitare marciumi. Restando a contatto con l’acqua in modo diretto grazie ai buchi nel vaso, il substrato di bark assorbe l’acqua e la porta in maniera naturale verso l’alto facendola risalire piano piano.
Durante il processo di assorbimento dell’acqua è molto importante controllare le radici attraverso la plastica trasparente del vaso perché quando cambiano colore passando dal grigio argenteo ad un verde brillante significa che stanno tornando alla giusta idratazione.
Il segreto? E’ lasciar scolare bene l’acqua

Il vaso di orchidea deve stare in immersione nell’acqua per un periodo che va dai 20 ai 30 minuti perché in questo arco di tempo la corteccia di bark si bagna completamente senza però diventare zuppa. Suggeriamo di non lasciare mai il vaso più a lungo in acqua perché così facendo si rischia di soffocare l’apparato radicale con un eccesso di umidità.
Una volta passato questo arco di tempo, si deve sollevare il vaso dall’acqua e aspettare che scoli bene: qui non serve fretta, infatti ci vogliono alcuni minuti prima che escano tutte le goccioline d’acqua attraverso i buchi del vaso di plastica.
Oltre a vedere radici di un bel verde brillante ben diverso rispetto alla tonalità che avevano prima dell’immersione, una volta riposizionata l’orchidea al suo posto si noterà che anche il peso del vaso è molto maggiore perché l’acqua continua ad impregnare la corteccia che dunque mantiene umide le radici. Inoltre anche le foglie ringraziano iniziando ad apparire più sane.
Gli errori da evitare

Chi si trova ad annaffiare l’orchidea con questa tecnica dal basso per la prima volta deve tenere bene a mente che la scelta dell’acqua risulta essenziale. Prendere direttamente l’acqua dal rubinetto della cucina o del bagno non è una scelta saggia perché rischia di risultare troppo calcarea o fredda. In particolare, le orchidee non sopportano gli sbalzi termici, per cui si deve evitare di usare acqua fredda che andrebbe a bloccare l’assorbimento di nutrienti.
Un altro errore fin troppo comune tra chi coltiva l’orchidea Phalaenopsis è quello di immergere il vaso senza controllare fin dove arriva l’acqua. Bagnare le foglie o i fiori della pianta infatti provoca marciumi e malattie fungine impossibili da sopportare per questi esemplari.
Infine, tanti seguono un calendario fisso per annaffiare l’orchidea ma questo è sbagliato perché si deve considerare il bisogno della pianta e non seguire uno schema preimpostato solo per paura di dimenticarsene. Il nostro suggerimento è allora quello di guardare sempre le radici e procedere con l’immersione del vaso solo quando queste iniziano ad apparire di colore argentato dato che finché sono verdi vuol dire che hanno una riserva idrica.
C’è solo un modo giusto per innaffiare le orchidee – come si fa ed errori da evitare: foto e immagini
Ora che abbiamo visto tutto quello che c’è da sapere in merito al modo corretto di innaffiare le orchidee, possiamo prenderci qualche altro momento per scorrere le foto raccolte all’interno della seguente galleria immagini.
