Gemme tipi

Patrizia D'amora
  • Dott. in Giornalismo e Cultura editoriale

Come riconoscere le gemme degli alberi da frutto: tipologie, caratteristiche e differenze. Perché è importante saper distinguere le gemme e come eseguire una potatura a regola d’arte.

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Se hai un frutteto ti sarà sicuramente capitato di assistere alla comparsa di piccole protuberanze sulla pianta che danno origine a fiori, foglie e rami. Bene, si tratta proprio delle gemme, quel piccolo miracolo della natura che consente alla pianta di crescere e di moltiplicare i suoi frutti nel tempo.

Le gemme, però, non sono tutte uguali, e saperle riconoscere è importantissimo per ottenere una fruttificazione generosa e continuativa nel tempo. Scopriamo come riconoscere i diversi tipi di gemme e perché è così importante saperle distinguerle.

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Tipi di gemme: caratteristiche e differenze principali

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Le gemme delle piante vanno distinte in tre differenti tipologie: a frutto, a legno e miste. Ciascuna di esse genera diverse parti dell’albero, ed è importante saperle riconoscere per evitare di recare danni alla pianta durante le operazioni di potatura. Ma come si fa a distinguerle?

  1. Le gemme a frutto sono più grandi di quelle di vegetazione e hanno una forma perlopiù tondeggiante. Sono quelle che danno origine prima ai fiori e poi ai frutti.
  2. Le gemme a legno sono più piccole delle precedenti e si riconoscono dalla forma a punta; da esse si sviluppano nuove foglie e rametti.
  3. Le gemme miste, come suggerisce la parola, sono un misto tra le prime due tipologie e producono sia fiori da frutto, sia rami e foglie.

Come riconoscere i rami fruttiferi

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Le gemme a frutto sono chiamate anche gemme a fiori, in quanto danno origine prima ai fiori e poi al frutto della pianta. Ogni albero genera il proprio tipo di fiore, che germoglia sulle diverse ramificazioni della pianta. Saper riconoscere i tipi di gemme aiuta a salvaguardare le stesse da una potatura incontrollata, che potrebbe mettere a rischio la crescita della pianta e dei suoi frutti.

Tuttavia, oltre alle gemme, è necessario conoscere anche le differenze tra i rami fruttiferi, che permettono di prevedere dove avverrà la fioritura (e quindi la fruttificazione) e in che modo si svilupperà la pianta. I rami, infatti, non sono tutti uguali e non vanno eliminati indiscriminatamente.

Alcuni vanno lasciati interi, altri, invece, vanno regolati di tanto in tanto, per consentire alla pianta di avere uno sviluppo omogeneo e controllato. Per semplificare il riconoscimento, prendiamo a esempio il melo e il pero, due alberi piuttosto comuni che richiedono potature regolari:

  • ramo misto: sono gli assi vegetativi che si sviluppano su tutta la chioma in maniera uniforme durante l’anno. Hanno una lunghezza che si aggira tra i 40-50 cm e generano gemme sia a frutto, sia a legno;
  • brindillo: è il rametto più corto e flessibile della pianta, e misura tra i 10-30 cm. Ha una scarsa attività vegetativa e sviluppa solo gemme a legno;
  • lamburde: si tratta di rametti corti, più spessi dei brindilli, ma tipicamente deformati. Nei primi anni di vita della pianta sviluppano solo gemme a legno, contraddistinte da una coroncina di foglie; in seguito, queste gemme si sviluppano diventando miste e sulla punta danno vita ai fiori.

Perché è importante saper riconoscere le gemme?

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Per eseguire una corretta potatura e per ottenere un’abbondante fruttificazione è molto importante riconoscere e saper distinguere le gemme portate dai rami degli alberi da frutto. Le varietà non sono tutti uguali, e individuare l’importanza dei rami fruttiferi nelle diverse specie aiuta a operare un corretto accorciamento.

Conoscere la fisiologia della singola specie sulla quale è necessario intervenire consente di effettuare una potatura efficace e mirata, senza il rischio di danneggiare gli organi vitali della pianta.

Come spiegato in precedenza, meli e peri sono piante che hanno bisogno di essere potati regolarmente. Anche alcune specie di drupacee, come susini e peschi, giovano delle potature regolari; qui, però, bisogna limitare gli interventi di taglio sui brindilli perché, a differenza di quelli presenti nei meli e nei peri, sono capaci di fruttificare.

Altre piante ancora, come gli albicocchi, i ciliegi o i fichi, non hanno bisogno di potature cadenzate. Gli interventi di taglio saranno, quindi, meno ravvicinati nel tempo e potranno limitarsi giusto al mantenimento ordinato e alla pulizia della chioma.

Consigli per la potatura degli alberi

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Le potature sugli alberi da frutto generalmente vengono effettuate in due diversi momenti dell’anno, l’estate e l’inverno. C’è anche una terza potatura, quella di formazione, che va effettuata sulle piante giovani dopo i primi anni di vita: lo scopo è di dare alla chioma dell’albero la forma che si desidera.

La potatura invernale si effettua alla fine dell’inverno ed è mirata all’eliminazione dei rami secchi e di quelli che appaiono troppo esili o fragili per fruttificare. In questa fase è possibile eliminare anche i rami folti o incrociati, così da mantenere la chioma ordinata e ben areata.

La potatura invernale è importantissima, perché stimola la gemmazione e favorisce lo sviluppo di nuovi rami freschi. Tuttavia, se si è alle prime armi, è consigliabile prima effettuare quella estiva, che avviene in piena fase vegetativa.

Il motivo è che durante l’estate è più facile riconoscere e individuare le gemme, e la possibilità di effettuare tagli sbagliati si riduce notevolmente. In questa fase ci si può dedicare anche all’eliminazione dei polloni basali del tronco e al diradamento dei frutti, asportando dai rami i frutti di taglia piccola posizionati male.

Tipi di gemme: immagini e foto

Quali e quanti tipi di gemme esistono? Scoprilo subito, sfogliando le immagini di questa galleria.