Fiore cadavere

Un nome singolare per un fiore altrettanto particolare: scopriamo qualche informazione in più sul fiore cadavere. Dove nasce, a cosa deve questo appellativo e altre curiosità su una specie floreale davvero insolito.

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L’aro titano, detto anche fiore cadavere, appartiene alla famiglia delle Aracee, ossia la stessa famiglia anche delle calle. Sono fiori caratterizzati dalla presenza di un’infiorescenza a spadice: nel caso dell’aro, questa arriva a dimensioni considerevoli. Infatti, questo fiore è tra i più grandi in natura. Ma perchè viene chiamato anche fiore cadavere? A cosa deve questa poco piacevole reputazione?

Abbiamo raccolto qualche informazione e alcune curiosità su questa specie tanto particolare, ed alcune foto nella galleria. Dimensioni, aspetto e, soprattutto, profumo, lo rendono assai diverso dagli altri fiori della sua famiglia, ma dalla sua vanta il primato di uno degli esemplari più imponenti della flora terrestre. Scopriamo allora tutto quello che c’è da sapere sull’aro titano, il famigerato fiore cadavere.

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1. Etimologia e info generali

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Il nome scientifico del fiore cadavere è Amorphophallus Titanum, ma viene comunemente chiamato aro titano o gigante. Si tratta di una pianta della famiglia delle Araceae, della quale fanno parte anche la calla e l’anturium. La sua prima descrizione risale al 1878, ad opera del botanico italiano Odoardo Beccari; è una specie endemica dell’isola di Sumatra.

Come per le altre piante della famiglia della Araceae, ci troviamo di fronte a fiori molto singolari: i fiori veri e propri sono piccoli e ammassati gli uni sugli altri. Quello che osserviamo, come per la calla, è un’infiorescenza: la spata, di diverse colorazioni, assolve alla funzione di petalo e avvolge, in parte racchiudendo, lo spadice.

2. Aspetto del fiore cadavere o aro titano

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Si tratta della più grande infiorescenza non ramificata conosciuta in natura: ecco il primato che vanta l’aro gigante o fiore cadavere. Sulla sommità del fusto, avvolto dalla spata dal singolare colore vermiglio, svetta uno spadice che può raggiungere i 3 metri di altezza. Ecco il motivo per cui viene definito titano. La fioritura può durare dai 3 ai 4 giorni: è questo il momento in cui l’aro si guadagna la sua reputazione di fiore maleodorante.

3. Fiori e infiorescenza: il cattivo odore del fiore cadavere

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I fiori veri dell’aro gigante sono piccolissimi e si trovano all’interno dello spadice: sarebbero anche profumati ma, durante il periodo della fioritura, il fiore cadavere assume un odore fastidioso e repellente. Per gli esseri umani, ma non per gli insetti impollinatori. Questa pianta ha sviluppato una affascinante prerogativa: per attrarre gli insetti, a differenza degli altri fiori, non punta tanto sulla bellezza del colore dei suoi petali e, certamente non sul suo profumo. Tutto ciò perché in realtà l’aro seleziona alcuni specifici insetti per lasciarsi impollinare: sono soprattutto mosche e coleotteri che, in natura, attaccano anche le carogne.

Poiché l’odore dell’aro titano ricorda proprio quello di una carcassa in decomposizione, questi insetti sono ben lieti di volare sulle infiorescenze e procedere all’impollinazione. Un’altra caratteristica ad attrarli, poi, è la colorazione molto particolare della sua spata: i “petali” dell’aro hanno un colore rosso scuro che, a tutti gli effetti, ricorda molto il colore vermiglio e intenso della carne. Attratti da questo mix di odori e colori, gli insetti impollinatori si occupano di aiutare questa pianta a riprodursi.

3. Una pianta da record

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Un altro record che si assegna a questa pianta riguarda il suo peso. Il cormo, ossia il gruppo vegetale composto dai tre organi principali della pianta, ossia radice, fusto e foglie, dell’aro pesa anche più di 50 kilogrammi. Numerose sono state le pesate da guinnes nel corso degli anni: si va da un cormo di 91 kg in un giardino botanico londinese, ai 138 kili di un aro titano coltivato nel New Hempshire. Tuttavia, l’esemplare più pesante mai osservato apparteneva al Royal Botanic Garden di Edimburgo: il cormo di questo titano pesava all’incirca 154 kg. L’esemplare aveva 7 anni al momento della pesata e le sue dimensioni iniziali non superavano quelle di un pompelmo.

4. Habitat del fiore cadavere

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Questo fiore è endemico delle foreste tropicali dell’isola di Sumatra, Indonesia; si tratta della habitat ideale per lo sviluppo della biodiversità. L’aro titano, osservato per le prime volte in questi luoghi incontaminati, tuttavia, fiorisce raramente, anche in natura. Coltivato comunque in molti orti botanici del mondo per le sue peculiarità, è un fiore che sin dalla sua scoperta ha attratto molti curiosi. Molti i giardini e i vivai in cui si coltivano questi esemplari: nel nostro Paese, il primo esemplare di aro titano è stato coltivato a Firenze, nel Giardino dei Semplici, uno storico orto botanico fra i più antichi del mondo.

5. Sopravvivenza dell’aro gigante o fiore cadavere

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Questa pianta, seppure maestosa e così particolare è, purtroppo, a rischio estinzione. Le minacce al suo habitat naturale, oltre che alla rarità con la quale essa fiorisce sono fra le cause principali. Nonostante il suo odore poco piacevole, a tratti nauseabondo, si tratta comunque di una singolare meraviglia della natura, che vale la pena osservare e ammirare.

Fiore cadavere: immagini e foto

Un fiore assolutamente singolare, particolare in tutto, dalla forma, alle dimensioni e ovviamente, al suo odore: l’aro titano o fiore cadavere nella nostra fotogallery.