Concimazione delle piante acidofile: come effettuarla al meglio

Revisore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Autore:
Ermelinda Gallo
  • Autore - Laurea in Giurisprudenza

Quali sono e come vanno concimate le piante acidofile? Qual è il tipo di fertilizzante più adatto a loro? Perché sono differenti rispetto ad altre tipologie di vegetali? Cosa contiene un buon concime per piante acidofile? Di seguito ti offriamo una mini guida mirata alle cure migliori da poter offrire a questa tipologia di piante e, subito per voi, un breve tutorial che spiega come somministrare il fertilizzante nel modo più corretto ed efficace. 


Ogni vegetale ha bisogno di cure ed attenzioni diverse. L’obiettivo di chi ama il giardinaggio, infatti, è quello di far crescere le proprie piante forti e sane. Ecco perché, molto spesso, risulta fondamentale includere fra le cure previste per le nostre piante la somministrazione di un concime ad hoc. In questo articolo ci occuperemo di stabilire qual è il migliore concime per le piante acidofile, facendo chiarezza anche sul tipo di terreno adatto a loro e sulle varietà più amate e diffuse appartenenti a questo gruppo di vegetali.

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Di che tipo di terreno hanno bisogno le piante acidofile?

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Questa specifica tipologia di piante ha bisogno di una sorta di “dieta personalizzata”. Le piante acidofile, infatti, sono quelle che per vivere meglio e prosperare necessitano di un terreno con pH al di sotto del 7 e, dunque, con un substrato acido di coltivazione. L’ analisi del pH del terreno, sia di giardino che contenuto all’interno di un vaso, può essere demandata a un laboratorio di analisi: in questo modo,  si avrà una stima precisa e sapremo se e quali nutrienti sono necessari per le colture ospitate. Altrimenti, è possibile procedere autonomamente, acquistando un kit di analisi in un negozio di articoli per il giardinaggio o presso un vivaio ben fornito.

Calcolabile su una scala che va da 1 a 14, il pH è in grado di indicare se il terreno è:

  • acido (inferiore a 7);
  • neutro (prossimo al 7);
  • alcalino o basico (superiore a 7).

Proprio il pH, con i suoi valori, è in grado di influenzare la quantità di elementi nutritivi presenti nel terreno. Se il suolo è alcalino, ad esempio, ferro e manganese risulteranno scarsi. Con un pH eccessivamente acido, alcuni microorganismi che servono per far vivere e riprodurre le piante non riescono a svolgere la loro attività. Ecco, quindi, che il pH va bilanciato con l’aiuto dei concimi specifici e la composizione dei micro e macro elementi presenti nel terreno andrà riequilibrata.

Principali tipologie di acidofile

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Come abbiamo detto, se il terreno è troppo alcalino risulterà povero di ferro e manganese, e per le piante sarà difficile assorbirli in quantità sufficiente. Se il terreno, invece, dovesse essere troppo calcareo, le piante potrebbero sviluppare la clorosi, ovvero una fisiopatia che fa ingiallire le foglie, rallentando o azzerando del tutto la produzione di clorofilla. In generale, quando l’elemento mancante all’interno del terreno è il Ferro, la salute e l’aspetto delle foglie risulta compromesso.

Ma quali sono le principali piante acidofile, le più diffuse e coltivate nei nostri orti, giardini e balconi? Le piante acidofile sono:

  • piante da fiore: appartengono a questo gruppo le camelie, le calle, i rododendri, i gigli, ma anche la magnolia, l’ortensia e la mimosa;
  • piccoli arbusti fruttiferi: in primis ricordiamo i mirtilli;
  • alberi: ricordiamo soprattutto la betulla, l’acero giapponese e il lauro;
  • piante rampicanti: prima fra tutte il glicine, ma anche l’edera e il gelsomino.

Alcune piante acidofile, come le gardenie e le ortensie, necessitano di irrigazioni con acqua a pH neutro se nel terreno quest’ultimo risultasse inferiore a 7. Con alcuni accorgimenti, anche le piante acidofile potranno crescere sane e fiorire in modo rigoglioso. Le acidofile risulteranno ben nutrite e in forze soltanto se il terreno che le ospita è sufficientemente acido: ciò significa che dovrà risultare povero di ioni positivi e di elementi quali magnesio, potassio e calcio.

Come agisce il concime per piante acidofile

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Le piante acidofile faticano ad assimilare una sostanza indispensabile al corretto svolgimento della fotosintesi clorofilliana, ossia il ferro. L’obiettivo del concime, quindi, sarà proprio quello di sopperire a queste carenze. Ecco perché, i concimi specifici per acidofile sono composti da solfato ammonico, chelato di ferro e solfato di ferro. In particolare, il solfato di ferro abbassa il pH, aiutando l’assimilazione delle sostanze nutritive.

Il chelato di ferro, invece, dona all’acidofila la giusta dose di ferro e lo rende più facile da assimilare. Questo nutriente è fondamentale per le piante particolarmente malandate e sofferenti, alle quali si cerca di dare una rapida chance di ripresa. Ottimo a questo scopo risulta il Sequestrene, ossia un concime di origine minerale che rappresenta un vero e proprio booster per la pianta, sia ornamentale che orticola. E’ un fertilizzante venduto sotto forma di cristalli solubili in acqua per accelerarne l’assimilazione da parte del vegetale trattato.

Il terreno alcalino può essere corretto aggiungendo al terriccio ammendanti, ovvero compost, torba oltre ai fertilizzanti specifici. In vaso, questa operazione, risulta molto più semplice e rapida da effettuare.

Tra i concimi in commercio esistono quelli granulari che cedono le sostanze nutritive lentamente e vengono detti “a lento rilascio”, oppure quelli liquidi, molto più rapidi. Naturalmente, devono essere dei preparati pensati ad hoc per le piante acidofile e quindi con i nutrienti quali Azoto, Fosforo, Potassio e i microelementi perfettamente bilanciati. Le tempistiche giuste di somministrazione ve le spieghiamo in questo articolo dedicato.

Tecniche naturali per acidificare il terreno

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Non è detto che sia indispensabile ricorrere a composti chimici per andare ad incidere sul pH del terreno e renderlo adatto alla coltivazione delle nostre piante acidofile. Vediamo alcuni ingredienti naturali che possono aiutarci a realizzare un concime acidificante per i nostri terreni e per le nostre piantine:

  • Usare i lupini tritati: un toccasana per rilasciare azoto a sufficienza. I lupini, sminuzzati e distribuiti sul terreno, nelle prossimità di fusti e radici, hanno effetti portentosi su piante come mirto, mirtillo, ma anche su fiori come l’ortensia, il ciclamino e la mimosa. Si consiglia di adoperarli all’inizio della primavera, durante il periodo in cui la pianta si risveglia dal riposo vegetativo invernale; in questo articolo ti spieghiamo come fare per concimare con i lupini nel modo giusto;
  • Utilizzare la terra di castagno: nei castagneti il pH del terreno è acido, perché inferiore ai 6,80. Aggiungere un po’ del terreno prelevato da queste foreste aiuterà le acidofile di orto e giardino a crescere più sane e robuste.
  • Posizionare un po’ di foglie in decomposizione: durante questo processo naturale, infatti, viene rilasciata anidride carbonica che, mescolandosi con l’acqua presente nel terreno, porta alla formazione degli acidi di cui il terreno necessita.

Per aiutare ulteriormente le acidofile, sempre in modo naturale e senza fare ricorso a sostanze chimiche, si potrà decalcificare l’acqua utilizzata per le annaffiature. Le acidofile, infatti, non amano le acque dure e i minerali che contengono. Fare questa operazione in casa non è complicato: tutto quello che bisognerà fare sarà mettere a bollire un quantitativo sufficiente di acqua senza aggiungere nulla. Una volta portata ad ebollizione, lasciare andare per una quindicina di minuti, spegnere il fuoco e lasciare raffreddare. Il giorno dopo si potrà tranquillamente procedere all’irrigazione del terreno che ospita le nostre piante acidofile.

Concimazione delle piante acidofile: foto e immagini

Scommettiamo che, con i nostri consigli, l’aspetto delle vostre acidofile migliorerà visibilmente, e avrete frutti più succosi e fioriture più abbondanti. Ecco alcune delle piante appartenenti a questa particolare categoria vegetale: sono tutte magnifiche e, con le cure giuste, lo diventano ancora di più.