Bellavedova

Revisore:
Laura Bennet
  • Docente sc. biologiche
Autore:
Elisa Cardelli
  • SEO Copywriter, Content Editor e Social Media Marketing
Tempo di lettura: 5 minuti

La bellavedova – conosciuta anche come Hermodactylus tuberosus  o bocca di lupo – è una pianta erbacea perenne che spesso cresce in maniera spontanea. La sua coltivazione è particolarmente semplice in quanto non richiede grande manutenzione: scopriamo tutte le caratteristiche e le necessità di questa specie.

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Photo by A. Barra – Wikimedia Commons

La bellavedova è una pianta erbacea perenne conosciuta anche con il nome di Hermodactylus tuberosus o bocca di lupo. Il nome scientifico della pianta deriva dal dio Hermes e dalla parola greca dactylos (dito) in quanto fa riferimento all’aspetto particolare dell’apparato radicale. Considerata ora un iris tuberosa, la bellavedova risulta semplice da coltivare dal momento che non ha molte necessità: impariamo a conoscerla nel dettaglio per non commettere errori durante la coltivazione.

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Photo by Robert Flogaus-Faust – Wikimedia Commons

Caratteristiche generali

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Photo by A. Barra – Wikimedia Commons

La bellanova è alta in genere dai 20 cm ai 40 cm e presenta un rizoma orizzontale dall’aspetto particolare e tubercoloso. Il fusto eretto, rigido e liscio, presenta alla cima un unico fiore.

Le foglie della pianta sono lineari e hanno forma quadrangolare risultando più lunghe dello scapo floreale.

La fioritura della bellanova avviene già durante il mese di febbraio e spesso continua per varie settimane. I fiori della pianta sono composti da lacinie esterne con riflessi di colore viola tendente al marrone e da lacinie interne di colore giallo verdastro.

Coltivazione

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Photo by Jerzy Strzelecki – Wikimedia Commons

La bellavedova è molto semplice da coltivare anche se non è particolarmente diffusa e conosciuta. Le piante di Hermodactylus tuberosus spesso crescono in maniera spontanea in luoghi incolti soprattutto se erbosi oppure coltivi abbandonati. Non è comunque raro veder spuntare le piante in questione anche in vigneti e oliveti nelle regioni mediterraneo o submontane.

Esposizione

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Photo by Magnus Manske – Wikimedia Commons

L’esposizione ideale della pianta dovrebbe essere in pieno sole anche se risulta comunque possibile scegliere zone del giardino solo parzialmente soleggiate.

Terreno

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Photo by Jerzy Strzelecki – Wikimedia Commons

Le piante di bellavedova vanno piantate in terreni ben drenati per evitare il ristagno idrico e il conseguente marciume radicale. In caso di substrati argillosi o poveri sarebbe opportuno aggiungere un po’ di compost o materiale organico in maniera tale da renderlo migliore per lo sviluppo della pianta.

Irrigazione

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Photo by Jerzy Strzelecki – Wikimedia Commons

La bellavedova è una pianta che non va mai irrigata eccessivamente in quanto un apporto idrico troppo elevato causa dei problemi quali marciume radicale. Chiaramente, in caso di periodo molto siccitoso risulta importante annaffiare la pianta per evitare che il terreno sia troppo secco. Ad ogni modo, l’Hermodactylus tuberosus sopporta anche l’aridità una volta stabilita quindi non si deve temere di dare poca acqua alla pianta.

Potatura

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Photo by peganum from Small Dole, England – Wikimedia Commons

La potatura della bellavedova è molto semplice in quanto basta solamente eliminare le parti danneggiate da possibili malattie oppure che sono appassite.

Concimazione

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Photo by Alastair Rae from London, United Kingdom – Wikimedia Commons

Le piante di Hermodactylus tuberosus non hanno bisogno di concimazione per svilupparsi correttamente.

Rinvaso

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Photo by Ziegler175 – Wikimedia Commons

La bellavedova è una pianta che va coltivata in piena terra direttamente in giardino e quindi non ha bisogno di rinvaso.

Malattie e parassiti

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Photo by peganum from Small Dole, England – Wikimedia Commons

Tra i problemi che possono riguardare la pianta c’è di certo la macchia bruna che si manifesta con la comparsa di macchie o macchie marroni sulla pianta. Questa malattia non ha bisogno in genere di essere curata in quanto tende a risolversi da sola, ma nel caso gran parte del fogliame appaia interessata dal problema è necessario procedere eliminando le parti malate.

Anche la muffa grigia e l’oidio sono due problematiche che tendono a provocare dei danni alla pianta. Per trattare il mal bianco è necessario utilizzare prodotti specifici e fare attenzione alla prevenzione.

Moltiplicazione

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Photo by PLAKLE – Wikimedia Commons

La moltiplicazione della bellavedova può avvenire sia per semina che per talea: vediamo nei dettagli entrambi i tipi di propagazione.

Moltiplicazione per semina

La moltiplicazione per semina avviene seminando in primavera i semi della pianta che sono stati raccolti durante l’autunno. Questo tipo di propagazione necessita di molto tempo per dare vita a nuove piantine in quanto devono passare alcune settimane prima di avere la germinazione.

Quando le nuove piante diventano abbastanza grandi, queste vanno trapiantate nel giardino in maniera che possano continuare il loro sviluppo.

Moltiplicazione per talea

La moltiplicazione per talea è molto più rapida rispetto alla semina anche se bisogna dire che richiede maggiore accortezza. In questo caso, infatti, è necessario prelevare un pezzetto di pianta durante la primavera o l’estate facendo attenzione a non rovinarla. Questa sezione va piantata in terreno leggermente bagnato in modo che possa crescere al meglio fino a quando non inizia a radicare.

Quando le talee hanno iniziato a produrre nuove radici diventando piantine vere e proprie, queste si possono trapiantare in piena terra. La talea è quindi una tecnica di riproduzione delle piante che permette di ottenere risultati in tempi rapidi e quindi è sicuramente più apprezzata della semina anche nel caso di propagazione della bellavedova.

Bellavedova: foto e immagini

In questo articolo abbiamo imparato a conoscere la Bellavedova scoprendo quali sono le sue caratteristiche e le sue necessità di coltivazione. Vediamo ora una galleria immagini che permette di ammirare la pianta in questione in tutto il suo splendore.