Stufe a petrolio: analisi dei consumi e costi

Autore:
Laura Scarpellini

Stufe a petrolio sono sempre più presenti sul marcato, riuscendo ad offrire così diverse alternative a quelli che sono i sistemi di riscaldamento domestico, più tradizionali. Ma sono davvero così convenienti ed efficienti? Cercheremo di offrire una piccola panoramica su quelli che possono rivelarsi i punti di forza di questo sistema di riscaldamento, e gli eventuali difetti non tralasciando nemmeno quello che sono i costi di acquisto e di installazione. 

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Stufe a petrolio: ecco come funzionano

Le stufe a petrolio possono risultare un’ottima soluzione quando vogliamo riscaldare la nostra casa, senza ritrovarci a dover sostenere spese importanti per l’installazione di nuovi impianti. Infatti con riscaldamento a petrolio, non sarà necessario andare a realizzare né canne fumarie o particolari lavori strutturali.

Il loro funzionamento è molto semplice in quanto tali tipologie di stufa vanno ad utilizzare come combustibile un particolare liquido a base di petrolio, acquistabile ormai praticamente ovunque. Lo troviamo infatti essere proposto da diversi produttori, sia nella grande distribuzione, che on-line.

 

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Stoppino o elettronica? Scopriamo le differenze

Di stufe a petrolio ne vengono commercializzate due tipologie: a stoppino o elettronica.

Quella con stoppino deve il suo funzionamento all’uso del petrolio o cherosene, che arde attraverso uno stoppino che collega un serbatoio alla stufa. In calore si sprigiona nell’ambiente per irraggiamento per una quota pari al 70 %, mentre il restante 30 % è la diretta conseguenza del surriscaldamento della stufa stessa.

Questa tipologia di stufa molto semplice, presenta solo due pulsanti: un pulsante per l’accensione e la regolazione della lunghezza dello stoppino, e un secondo pulsante per il suo spegnimento. In questo caso non serve nessun collegamento all’impianto elettrico, né tantomeno la realizzazione di una canna fumaria.

La versione elettronica della stufa vede la combustione essere gestita non dallo stoppino, ma da un microprocessore. Infatti entra in gioco un bruciatore a iniezione, insieme ad una camera di combustione, dove si inietta il combustibile, prendendo fuoco.

A questo punto il calore generato viene immesso nell’ambiente circostante grazie al supporto di una ventola regolata dal termostato, gestito da un pannello comandi digitale. Questa è la versione più moderna delle stufe a petrolio, che in questo caso richiedono però il collegamento all’impianto elettrico.

Da notare che anche in questa versione le stufe a petrolio non necessitano della realizzazione di una canna fumaria.

Riscaldamento, Casa
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Uno sguardo a consumi e costi

Questa tipologia di riscaldamento a petrolio ha dei costi abbastanza contenuti e se ne trovano in commercio di diversi modelli, fogge e caratteristiche estetiche. La spesa risulta essere compresa tra quella di un camino alimentato a legna (più onerosa), e quella di una tradizionale stufa elettrica che risulterebbe per certi versi più economica.

C’è da dire che le stufe a petrolio con funzionamento a stoppino, sono più economiche rispetto a quelle elettriche, già al momento dell’acquisto. Una buona stufa a stoppino presenta dei costi compresi tra 100 e i 150 euro. Una versione della stufa elettrica, parte da un costo base oltre i 200 euro.

I consumi sono molto contenuti. Infatti la media del petrolio utilizzato per riscaldarsi si aggira sui 0,4 litri all’ora. Come anticipato il combustibile è facilmente reperibile sia nei negozi specializzati che nella grande distribuzione o on-line. Il formato da 18 litri costa circa 40,00/45,00€.

Volendo fare un rapido calcolo, ecco che il funzionamento della stufa a petrolio per 5 ore al giorno andrà a determinare una spesa pari a 5 euro. Il consumo scenderà ulteriormente se il riscaldamento si fisserà sui valori minimi.

Stufe a petrolio, tra estetica e consumi: foto e immagini