Come valutare se il parquet è di qualità: 5 fattori chiave

Sai riconoscere a colpo d’occhio se un parquet è di buona qualità? Basta prestare attenzione a 5 fattori chiave per scoprire se quello sarà il pavimento giusto. Scopri come riconoscere il parquet dei sogni senza rischiare brutte sorprese dopo l’acquisto.

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Riconoscere un parquet di qualità da uno scadente è molto importante, perché i pavimenti in legno hanno un costo notevole, a cui va aggiunto anche il lavoro di manodopera per l’installazione. Affidarsi a dei professionisti è sicuramente il primo passo per assicurarsi che il lavoro venga svolto a regola d’arte.

Tuttavia è necessario anche saper scegliere, perché in commercio esistono così tante tipologie di pavimento in legno, che è molto facile fare confusione tra essenze di pregio e non.

Per evitare brutte sorprese dopo l’acquisto, ti suggeriamo di proseguire la lettura: ecco 5 fattori chiave per riconoscere se un parquet è di buona qualità.


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1. Qualità e tipo di legno

La prima caratteristica da valutare nella scelta del parquet è senza dubbio il tipo di legno. Le varietà di parquet si distinguono in base al tipo di essenza che ne determina il colore, il disegno delle venature, la presenza o meno di nodi e soprattutto la sua durezza.

La qualità del legno può essere più o meno pregiata, e questo incide sicuramente sul prezzo finale. Tra le essenze più costose ci sono l’olmo, il ciliegio, il noce e la quercia, legni duri e resistenti con buone caratteristiche tecniche. Oltre alla resistenza c’è un altro criterio da considerare, quando si parla di qualità: il suo aspetto estetico.

Infatti, un buon pavimento in legno è caratterizzato da un aspetto uniforme e privo di imperfezioni, fattori che dipendono fondamentalmente dalla lavorazione dei listelli. La classificazione d’aspetto adottata in Europa suddivide il legno in tre categorie; ciascuna di esse è contrassegnata da un simbolo:

  • cerchio: presenza di nodi sani di massimo 2 mm e di nodi marci di massimo 1 mm. È la classe d’aspetto più pregiata, conosciuta anche come “rigatino” perché presenta meno nodi in superficie
  • triangolo: il simbolo del triangolo si riferisce ai parquet con nodi sani di massimo 5 mm e nodi marci di massimo 2 mm
  • quadrato: questa categoria comprende qualsiasi tipo di nodo, senza un limite specifico sulle misure.

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2. Certificazioni

È fondamentale conoscere la provenienza del legno, quali sono i trattamenti che ha subito e le sue caratteristiche principali: insomma, è necessario reperire la carta d’identità del legno, che ci rassicuri sulla bontà del prodotto. Tutto questo è contenuto nelle certificazioni che il produttore ha l’obbligo di fornire al cliente al momento dell’acquisto:

  • FSC® – Forest Steward Council® : è una certificazione internazionale che dichiara che il legno proviene da foreste gestite in modo sostenibile. Una garanzia imprescindibile per ogni buon prodotto, che assicura qualità e rispetto ambientale
  • Emissione della formaldeide: il quantitativo presente nel prodotto deve essere conforme agli standard della comunità europea e certificato a norma di legge
  • 100% Made in Italy Certificate: un certificato facoltativo che attesta la provenienza e la lavorazione italiana del prodotto. Non è obbligatorio scegliere un prodotto 100% made in Italy, tuttavia questo ne accresce il prestigio
  • Reazione al fuoco: una certificazione indispensabile per garantire la sicurezza del prodotto. Consente di sapere come reagirà il parquet in caso di incendio.

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3. Spessore, tipologia di legno e rifinitura

Un parquet di buona qualità non dovrebbe mai essere inferiore a 2,5 mm. L’ideale sarebbe 5 mm, ma ci sono buoni parquet anche con uno spessore inferiore. Infatti, in questi casi è la tipologia del legno che ne determina la resa finale: legno massello o multistrato, massello prefinito oppure multistrato prefinito.

Invece, con il termine rifinitura, ci si riferisce al trattamento che il legno subisce in fase di lavorazione. Le vernici sono indispensabili per rendere il legno antiscivolo e resistente agli urti, mentre gli olii servono a rendere la superficie liscia e piacevole al tatto.

Molte aziende produttrici ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia: chi lavora ancora con tecniche artigianali si distingue da un tipo di lavorazione più “industrializzata”, proprio grazie ai dettagli che riguardano la finitura del legno.

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4. Durezza e resistenza

La durezza del legno è un fattore che determina la sua resistenza al calpestio e all’usura. Più il legno sarà duro, più sarà resistente e impenetrabile, e di conseguenza più duraturo. Teak, doussiè, mogano, quercia, wengè, iroko e faggio: ciascuna di queste essenze è caratterizzata da una notevole durezza e da buone capacità tecniche, che ne fanno tra le tipologie di legno più ricercate.

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5. Fattori estetici

Tra gli altri elementi da considerare e che accrescono il prestigio e la qualità del pavimento, ci sono i fattori estetici legati al tipo di lavorazione dei listelli. Un parquet di buona qualità si riconosce a prima vista: alcune tipologie possono presentare degli intrecci elaborati, dei listelli con forme insolite o addirittura dei disegni decorativi.

Questi ultimi, se presenti, possono essere realizzati solo da abili artigiani, che creano delle speciali decorazioni solo su richiesta. Tutto questo accresce ancora di più il valore e il pregio del parquet, rendendolo unico e originale.

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Parquet di qualità: immagini e foto

Quali sono i dettagli fondamentali per riconoscere a prima vista un parquet di qualità? Sfoglia la galleria delle immagini per imparare a valutare quali sono le caratteristiche che rendono un parquet pregiato.

 

Patrizia D'amora
  • Laurea in Giornalismo e Cultura editoriale
  • Autore specializzato in Arredamento, Lifestyle
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