Torna la foca monaca: nuova vita nel mare italiano

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

La foca monaca torna nel Mediterraneo: lo dimostra uno studio che ha registrato ben 55 avvistamenti in 3 anni e che ha analizzato il dna ambientale. Al progetto hanno partecipato oltre 40 organizzazioni, e portano notizie positive per l’ecosistema marino italiano, che torna ad arricchirsi di una specie che si dava per persa.

FOCA, MONACA
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Una delle conseguenze peggiori del cambiamento climatico e dell’azione incontrollata dell’uomo sugli ecosistemi ambientali è la perdita o la migrazione delle specie animali. Ne è un esempio proprio la foca monaca, che in passato sceglieva l’Italia per riprodursi ma di cui si erano perse le tracce negli anni scorsi. Un progetto di ricerca, però, sembra confermare il ritorno di questa specie nel Mediterraneo, grazie a 55 avvistamenti nel corso dell’ultimo triennio.

Si tratta di un progetto che ha avuto inizio nel 2023 avviato da:

  • Fondazione Acquario di Genova Onlus,
  • Università di Milano-Bicocca,
  • Gruppo Foca Monaca Aps.

Oltre a loro, hanno collaborato anche 40 organizzazioni tra centri diving, associazioni ambientaliste, enti di ricerca, aree marine protette e WWF Italia. Ecco i risultati positivi dello studio.

La foca monaca torna nel Mediterraneo

Foca, Monaca
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A dare l’impulso allo studio è stata la volontà di studiare la presenza della foca monaca nel Mediterraneo, dove c’era carenza di dati a causa dell’assenza di un monitoraggio costante e continuativo. Il progetto ha toccato una tematica molto sentita, e ha coinvolto anche 180 partecipanti diretti, tra cui anche cittadini-scienziati con una specifica formazione in tecniche di campionamento. Grazie all’analisi delle tracce di materiale genetico che gli animali rilasciano nell’ambiente in cui vivono e passano (il cosiddetto dna ambientale), i ricercatori hanno rilevato la presenza della foca monaca in 105 casi, ossia nel 36% dei campioni esaminati.

Attraverso interviste e fotografie, invece, sono stati registrati 64 avvistamenti della foca monaca, 55 dei quali validati. Questi numeri rappresentano una base dati importantissima da cui partire per monitorare la presenza della specie nei nostri mari e anche sulla potenziale attività riproduttiva proprio nelle acque del Mediterraneo. Un altro dato che emerge dallo studio, infatti, riguarda proprio la nascita di piccoli esemplari: 1 in Calabria (purtroppo trovato morto) e 2 nel Golfo di Napoli.

Buone notizie per l’ecosistema

Foca, Monaca
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Quanto riportato dallo studio rappresenta un riscontro di enorme importanza, poichè i dati ufficiali consideravano la specie non più attiva in Italia, dal punto di vista riproduttivo. A livello geografico, le aree con la maggior concentrazione del mammifero marino sono l’Arcipelago Toscano, Sardegna Nord-Orientale, il Mar Adriatico, il Mar Ligure centrale, le coste francesi e spagnole e le Isole Baleari. Nello scenario contemporaneo, in cui molte specie stanno scomparendo dal Mediterraneo a causa del cambiamento climatico, e molte stanno arrivando per lo stesso motivo, il ritorno della foca monaca rappresenta una notizia buonissima per l’ambiente.

Inoltre, in Italia si sta facendo moltissimo anche per migliorare la qualità dell’acqua e proteggere gli ecosistemi marini, proprio al fine di ripopolare i nostri mari e renderli più sicuri per le specie sia botaniche che animali che li abitano.

Il mar Mediterraneo, infatti, risulta essere una delle aree più inquinate del mondo, a causa principalmente della sua chiusura quasi totale rispetto all’Oceano Atlantico, e allo scarso ricircolo d’acqua. Questi segnali però, fanno ben sperare non solo per la salute del mare, ma anche per la vita stessa dell’uomo, che dal mare dipende e trae risorse da sempre. Studi, monitoraggi e interventi a favore degli ecosistemi marini sono di fondamentale importanza per salvaguardare il Mediterraneo e tutte le specie che lo popolano, e questa ricerca ne è la prova.

Torna la foca monaca, nuova vita nel mare italiano: foto e immagini