Spariti nel nulla: l’Indonesia perde i suoi ultimi oranghi
L’allarme oranghi in Indonesia arriva direttamente dai ranger che si occupano della protezione della specie, che avvisano che, da quando frane e inondazioni hanno iniziato a colpire il Paese, gli oranghi non si sono più visti in giro. Ecco un altro esempio di come gli eventi climatici estremi stanno impattando sulla biodiversità e sull’ambiente: è necessario intervenire immediatamente.

Che il cambiamento climatico stia apportando cambiamenti allarmanti e significativi all’ambiente naturale, agli habitat e alla biodiversità non è più una novità. Purtroppo se ne sente parlare ogni giorno e in molti modi diversi, proprio a dimostrazione di quanto il cambiamento della temperatura e l’azione dell’uomo abbiano un impatto diretto sul pianeta. L’ultimo allarme, in questo senso, arriva dall’Indonesia, e in particolare dai ranger della Sumatra. Qui, e più in particolare nella regione di Sipirok, nel Nord della Sumatra, si trova l’Orangutan Information Center, impegnato nella protezione degli oranghi in via di estinzione.
Sono stati proprio i ranger del Centro ad informare il mondo di come, a causa delle sempre più frequenti e intense frane e inondazioni del Paese, gli oranghi siano completamente spariti. Si tratta dell’ennesimo esempio di come il mondo animale subisca le sorti più tragiche a causa dell’uomo e del suo operato, e di quanto siano necessarie azioni immediate e strutturate per riuscire a salvare non solo questa specie, ma anche le molteplici altre che sono a rischio estinzione.
Allarme oranghi in Indonesia

Il triste racconto della scomparsa degli oranghi dalla Sumatra proviene dal ranger Amran Siagian, che da 5 anni lavora nell’Orangutan Information Center ed è impegnato nella protezione della specie. Amran, prima che le frane mortali e le inondazioni di qualche settimana fa colpissero l’Indonesia, incontrava spesso esemplari di oranghi sulla collina di Sipirok, dove trovavano il durian e altri frutti di cui vanno ghiotti. Ora però, gli oranghi non si vedono più: oltre ai 962 decessi e alle centinaia di dispersi, gli eventi climatici estremi hanno provocato anche la scomparsa degli oranghi dalla Sumatra.
L’impatto degli eventi meteorologici però, è peggiorato anche a causa della deforestazione legata all’attività mineraria. Proprio a Sipirok, infatti, vengono regolarmente abbattuti alberi in grande quantità (anche secolari e di grandi dimensioni) per procurare legname alle industrie minerarie. La perdita delle foreste, habitat naturale in cui vivono circa 760 oranghi, è quindi la principale minaccia alla sopravvivenza della specie.
L’impatto dell’azione umana

Come sottolinea Panud Hadisiswoyo, fondatore dell’Orangutan Information Center:
“Gli oranghi sono già stati costretti a spostarsi perchè le parti più basse delle colline e dei pendii sono state convertite in terreni agricoli e piantagioni, oltre allo sfruttamento di miniere d’oro e centrali idroelettriche”.
L’intera popolazione di oranghi, quindi, è sotto la minaccia dell’azione umana, ed è necessario intervenire immediatamente per salvaguardare la specie, sempre più a rischio. A parlarne è anche il World Wildlife Fund, che stima che in Indonesia e Malesia vivano in tutto solamente 119.000 oranghi che, senza aiuti governativi, potrebbero scomparire del tutto. Proprio come si sta facendo con i koala in Australia, è necessario studiare un piano d’azione volto alla salvaguardia della specie e alla ripopolazione degli habitat, ma non solo. E’ necessario anche limitare la deforestazione e il bracconaggio, che nei territori asiatici rappresenta una delle principali criticità che l’ambiente deve fronteggiare. Le specie a rischio estinzione sono sempre di più, e aumentano ad un ritmo spaventoso: serve attivarsi, e serve farlo immediatamente.