Ossa di delfino in valigia: perché è stato multato il passeggero in aeroporto
Un passeggero italiano proveniente da Capo Verde è stato fermato dalla Guardia di Finanza all’aeroporto “G. Marconi” di Bologna perché aveva due vertebre di delfino nella valigia.
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Il trasporto di ossa di animali protetti senza le necessarie autorizzazioni è un reato molto grave come testimonia quanto successo all’aeroporto “G. Marconi” di Bologna durante la mattinata di lunedì 12 maggio 2025. Un passeggero italiano proveniente da Capo Verde, infatti, è stato bloccato dalla Guardia di Finanza a causa della presenza di due vertebre di delfino nella valigia facendo scattare subito l’allarme per violazione delle normative internazionali sulla protezione delle specie, nello specifico della convenzione CITES.
Ossa di delfino in valigia all’aeroporto di Bologna

Nel corso di normale controllo doganale all’aeroporto di Bologna, la Guardia di Finanza ha trovato due vertebre di delfino dentro alla valigia di un passeggero italiano appena atterrato dal viaggio a Capo Verde. La scoperta è avvenuta rovistando tra gli abiti presenti nei bagagli dove infatti sono state scovate le ossa di una specie protetta di animale che quindi non potevano essere trasportate.
Occultate in mezzo agli effetti personali del cittadino italiano e prive di documentazione necessaria per il trasporto, le ossa di delfino presenti nella valigia hanno immediatamente fatto scattare l’allarme per violazione delle normative internazionali sulla protezione delle specie.
Le autorità hanno dunque subito sequestrato le vertebre di delfino e multato il passeggero per una cifra pari a 10.000 €.
Perché non si possono trasportare ossa di delfino? Regole e documenti necessari

Anche le ossa di delfino si trovano all’interno della lista dei materiali tutelati dalla Convenzione di Washington, una convenzione conosciuta ormai in tutto il mondo con il nome di CITES (Convention on International Trade in Endangered Species) che ha l’obiettivo di regolare il commercio internazionale di specie a rischio estinzione. I delfini, infatti, sono protetti da normative internazionali che ne vietano non solo la cattura, ma anche il commercio e l’importazione senza autorizzazioni.
Proprio alla luce di quanto appena detto, appare chiaro che chi desidera trasportare ossa o reperti di specie animali protette – proprio come nel caso delle vertebre di delfino – deve essere in possesso del certificato CITES correttamente rilasciato dalle autorità competenti presso il paese di origine. Tale documento ha lo scopo di attestare la provenienza legale dei materiali trasportati in modo da combattere il contrabbando e rendere possibile l’ingresso in un altra nazione.
Nell’eventualità in cui questo certificato sia assente, l’importazione dei materiali è ritenuta illegale a prescindere dallo scopo che hanno portato la persona a decidere di trasportarli. Non basta quindi trasportare reperti di specie protette senza fini commerciali per renderlo legale, ma è necessario essere in possesso di quelle che sono le documentazioni richieste dalle autorità.
La lotta contro il traffico delle specie protette in Italia

In Italia stanno aumentando sempre di più i controlli effettuati dalle autorità presso gli aeroporti principali con l’obiettivo di combattere il commercio illegale di animali e vegetali protetti. La Guardia di Finanza, infatti, negli ultimi anni sta effettuando un gran numero di ispezioni sui bagagli dei passeggeri che arrivano da zone ritenute “a rischio” come certe nazioni africane, asiatiche o sud americane per evitare il trasporto non legale di materiali legati a specie a rischio.
Quanto successo a Bologna rappresenta solo l’ultimo episodio italiano di un problema che in realtà si sta diffondendo in ogni area del mondo. Oggetti come coralli, ossa di animali, sabbie provenienti da zone protette, pelli e zanne infatti sono spesso visti dai turisti come veri e propri souvenir da portare a casa per ricordare il viaggio appena terminato, ma in realtà si tratta di atti che possono danneggiare interi ecosistemi anche se molti continuano a sottovalutarne la gravità.
Ossa di delfino in valigia, perché è stato multato il passeggero in aeroporto: foto e immagini
Ora che abbiamo visto quali sono i dettagli relativi alla notizia che parla delle ossa di un delfino ritrovate nella valigia di un passeggero poi multato a Bologna per traffico illegale, possiamo prenderci un momento ancora per scorrere le foto raccolte all’interno della seguente galleria immagini.