Meno api e farfalle: il verde fatica a riprendersi

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Ecologia, lo studio conferma le difficoltà di persistenza di strati di terra e manti erbosi faticano a ripopolarsi. Ad aggravare il ripopolamento di verde è la mancanza di impollinatori, api e farfalle sempre meno soprattutto in città e zone limitrofe. Un vero problema per la natura a causa del climatic change.

Praterie
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L’ emergenza climatica e in particolare quella sua faccia, che si esprime nella perdita del verde, sia esso del bosco e della foresta è così palese da spingere la scienza ecologica a suonare la carica per richiamare attenzione di media e politica.

Con il climatic change sempre in agguato, le stesse città hanno dovuto adempiere dei comportanti atti a ripopolare il green urbano, e no stiamo parlando dei semplici giardini verticali ereditati dalla Mezzaluna Fertile. Ad oggi, per quel che riguarda l’Italia e la Zona UE sono vivissime le strategie per salvaguardare dal rischio di deforestazione e disboscamento quelle aree che fungono da polmone. Eppure la perdita della natura verde, sta attaccando anche quella più vicino a noi, fatta di distese e vallate dove un tempo si incrociavano agricoltura e allevamento, come le praterie.

Praterie, ecosistema che sparisce

Praterie
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Le distese di verde erbose, il largo prato dove pascoli e allevamenti intensivi dell’uomo sono sempre meno e lo saranno fino a sparire. Un processo che sta avvenendo silenziosamente, sotto i nostri occhi. Le praterie sono soggette all’estinzione in tutto il pianeta Terra a causa del consumo del suolo. Le praterie stanno scomparendo non solo per la perdita di fertilità ma di logoramento e consumo del suolo che attanaglia interi sistemi di fauna e biodiversità.

Questo è quanto emerge dallo studio pioneristico che arriva dal Sol Levante ed edito sulla rivista scientifica Journal of Applied Ecology, in cui osserva alcuni motivi della perdita che sta coinvolgendo la morte del verde di praterie e vallate.

In primo luogo, lo studio fa notare come un ecosistema della prateria impieghi tra i 50 e i 75 anni per riformare quello status originario ormai perduto, secondo le esigenze di queste e in relazione al suolo e al suo consumo. Un risultato davvero da codice rosso per la natura. Infatti, in passato l’ecosistema di una prateria, stando allo studio, impiegava tra i 20-25 e i 40-45 anni per tornare al suo splendore.

Gli impollinatori: sempre meno insetti

L’ecosistema della prateria però, ha notare lo studio, è strettamente vincolata al binomio tra sparizione progressiva del verde naturale delle distese come le praterie e l’estinzione parallela di impollinatori. Soprattutto l’estinzione e la perdita dei principali lavoratori della natura come api e farfalle, incide sul ripopolamento del verde delle praterie.

Le praterie, infatti, figlie di consuetudini secoli, hanno una propria biodiversità da rispettare e tutelare, pertanto anche l’abbandono come in molti casi non giova al semplice ripopolamento di verde. Infatti, più remota è la prateria, più necessaria è la presenza di specifici impollinatori, ovvero di quegli insetti non generalisti, ma specialisti nell’attuare il ritorno della natura.

Un problema a cui è collaterale sempre il climatic change, che colpendo la biodiversità con l’inquinamento atmosferico favorito dalle alte temperature ha ridotto drasticamente la loro presenza.

Ecologia: foto e immagini