Il canepardo, star di TikTok, esiste davvero come razza?
Si tratterebbe di un incrocio tra cane e leopardo, da qui il nome canepardo; ma siamo sicuri che, oltre ad essere una star su TikTok, questo curioso esemplare di cane esista per davvero?
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Milioni le ricerche su Google per scoprire se si tratti di finzione o realtà. La domanda è sempre la stessa: il canepardo esiste davvero? In teoria, si tratterebbe di un mix perfetto tra le caratteristiche del cane e quelle del leopardo, ma purtroppo bisogna ammetterlo: il canepardo non esiste. Nonostante la sperimentazione genetica regali ogni giorno nuove scoperte nessuno, almeno al momento, ha ancora creato questo curioso animale. O chissà che non sia stato ancora classificato correttamente.

Ma da dove ha origine la storia del canepardo? Tutto nasce da Nonsichiama, una femmina di pitbull diventata celebre su TikTok per opera del suo padrone, Luca Scazzi, barbiere di mestiere. Quest’ultimo, le motivazioni non sono note, ha letteralmente dipinto il suo cane in modo che assomigliasse a tutti gli effetti a un leopardo, per poi riprenderlo, pubblicarlo sui suoi profili social e ammettere di essere un possesso di un canepardo.
E qui dovrebbe sorgere un’altra domanda: fino a che punto può spingersi il limite umano?
Artistic Grooming: la nuova moda di pitturare i cani
Appurato che il canepardo non esiste, è possibile quindi affermare che ciò che viene mostrato sui social è un cane tinto. In alcuni video la sua pelle e il suo pelo non appaiono effettivamente in ottima salute, ma non è possibile affermare con certezza che si tratti di una conseguenza delle tinte impiegate dal padrone.
I colori impiegati, infatti, potrebbero non essere pericolosi, esattamente come quelli impiegati nel cosiddetto Artistic Grooming, cioè la tendenza di colorare i propri cani e tagliare il loro pelo per ottenere sfumature e forme creative.
Siamo sicuri che ai cani piaccia tutto questo?

Al mondo esistono numerose persone, forse fin troppe, che vedono nel proprio animale domestico una loro proprietà, un oggetto del quale possono fare ciò che vogliono. Peccato, però, che il fatto che un cane si lasci dipingere o radere il pelo in modo estroso non significa che ne sia lieto, anzi, nella maggior parte dei casi la sua è semplice rassegnazione.
Tra l’altro, bisognerebbe ricordare ad alcuni soggetti che se per noi umani i capelli hanno una funzione prevalentemente estetica e, per questo, li tagliamo e coloriamo a nostro piacimento, lo stesso non vale per il pelo dei cani, che svolge il compito di termoregolare e proteggere la cute. In sostanza, rasare e colorare il pelo di questi poveri animali vuol dire influire negativamente con il naturale equilibrio dei loro peli e, quindi, con la loro salute generale.
Il limite etico

Detto questo, c’è un altro aspetto da non sottovalutare, cioè quello etico. Il cane, così come qualsiasi altro animale domestico, si fida del suo padrone e quest’ultimo non ha alcun diritto di trattarlo come un giocattolo, né come un mezzo per alimentare il proprio ego e aumentare il numero di visualizzazioni sui social.
Quindi, il canepardo non esiste e non dovrebbero esistere gatti senza coda, cani senza orecchie, conigli al guinzaglio e suricata con nastrini al collo. Gli animali domestici devono essere trattati al pari degli esseri umani e bisogna rispettare i loro diritti, così come indicato dall’Ue in merito al benessere di cani e gatti in primis, rendendoli parte integrante della famiglia.