Il benessere di gatti e cani: ecco cosa dice l’UE
La Commissione europea propone nuove direttive sul benessere e sulla tracciabilità dei nostri amici a quattro zampe.
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Per la prima volta in assoluto, la Commissione europea ha avanzato delle proposte in fatto di benessere e tracciabilità di gatti e cani allevati, tenuti e commercializzati come animali domestici. L’idea è quella di mettere in atto misure di salvaguardia degli animali da compagnia.
Le proposte mirano soprattutto al controllo del trattamento di gatti e cani in strutture come allevamenti, negozi e rifugi per animali, in modo da garantire il loro benessere.
La speranza è quella di contrastare il commercio illegale, il quale è molto spesso sinonimo di maltrattamento degli animali coinvolti. Inoltre, queste nuove proposte tentano di combattere anche la concorrenza sleale che molti allevatori e commercianti non in regola attuano nei confronti di coloro che rispettano la legge.
Le nuove regole proposte dalla Commissione europea

Le proposte, che ancora non fanno parte del Regolamento europeo, puntano a garantire, come già detto, il benessere di animali da compagnia soprattutto nelle fasi di allevamento e di vendita.
Le misure suggerite prendono in considerazione il welfare di gatti e cani sotto vari aspetti. Partendo dalle condizioni dell’ambiente in cui vengono allevati, la salute, la nutrizione, la riproduzione e il divieto di mutilazione, il disegno di legge ha pensato a tutti gli aspetti per garantire la salvaguardia di gatti e cani.
Oltre alle proposte relative all’allevamento, la Commissione europea vuole fare in modo che la tracciabilità degli animali sia assicurata.
Le misure includono:
- l’autorizzazione obbligatoria per gli stabilimenti da parte delle autorità;
- il microchip obbligatorio per ogni esemplare;
- la registrazione degli animali su un database nazionale comunicante con quello di ogni Stato membro dell’UE.
Come combattere il commercio illegale di animali

Purtroppo, al giorno d’oggi il commercio illegale degli animali è molto diffuso. Si stima, infatti, che rappresenti il 90% degli animali domestici detenuti dai cittadini europei. E ciò non è soltanto un danno per gli allevatori e per i commercianti che seguono la legge.
Sono soprattutto gli animali stessi a subire il peggio. I gatti e i cani allevati per il commercio illegale crescono in condizioni malsane, caratterizzate da spazi ridotti, scarse condizioni igieniche e sanitarie e malnutrizione. Inoltre, in queste situazioni, gli animali vengono molto spesso mutilati e la riproduzione non avviene in maniera controllata.
La mancanza di una regola comune rende possibile l’assenza di controlli, la falsificazione di certificati di vaccinazione e il mancato rispetto degli standard di sicurezza. Per di più, le multe applicate nei singoli Stati sono roba di poco conto e non sono sufficienti a scoraggiare i venditori illegali.
È proprio per questo motivo che la Commissione europea propone questo nuovo disegno di legge. Chiaramente, c’è bisogno di punizioni più severe e omogenee a scala europea, per provare a far fronte a questo problema.
Rivolgendosi direttamente ad allevatori, venditori, negozi specializzati e rifugi, la Commissione europea tenta di risolvere il problema a monte con questo disegno di legge.