Denti più affilati, nuove prede: l’evoluzione dello squalo bianco
Uno studio evidenzia come lo squalo bianco cambia prede per adattarsi al cambiamento climatico, e non solo: anche la sua dentatura si sta modificando, diventando sempre più letale per il nuovo menù della specie. Ecco verso chi si sta dirigendo l’attenzione degli squali, e perchè: in mare cambia tutto.
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Lo squalo bianco è uno degli animali più spaventosi, sia nella realtà che nell’immaginario collettivo. Molta della sua fama da grande predatore si deve alla sua dentatura, terribile e letale, che non lascia scampo alle prede. Si tratta di una caratteristica distintiva della specie, che nel corso dei secoli si è modificata per adattarsi alle prede di cui la specie si ciba, e che continua a farlo, soprattutto in questo momento di grandi cambiamenti climatici e della biodiversità.
Uno studio, infatti, evidenzia come il morso dello squalo bianco stia cambiando per diventare più efficace per le sue nuove prede, a cui si è dovuto abituare a causa del riscaldamento globale e di altri fattori che influenzano la vita marina. Ecco quali sono le sue nuove prede, e cosa comportano le scoperte dei ricercatori sia per la specie che per il suo futuro.
Pericolo in mare

Nelle profondità degli abissi, lo squalo bianco rappresenta una delle minacce maggiori per i pesci di cui si nutre. Questi pesci però, stanno lentamente diminuendo, e proprio da questa carenza nasce il cambio di dieta degli squali bianchi, che con il passare del tempo vanno alla ricerca di prede sempre più grandi e coriacee. Per riuscire a catturarle e mangiarle però, lo squalo bianco sta anche modificando la struttura del suo morso, in uno splendido esempio di adattamento alle nuove condizioni ambientali, volto alla sopravvivenza della specie.
A dimostrare questo è uno studio dell’Università di Sydney, in Australia, pubblicato recentemente su Ecology and Evolution, che ha analizzato proprio i cambiamenti dei denti dello squalo bianco. In particolare, lo studio ha seguito l’evoluzione della dentatura durante tutte le varie fasi della vita degli squali, da cuccioli all’età adulta, scoprendo che a cambiare non è solamente la forma, ma anche la mineralizzazione.
I denti dello squalo, come è noto da tempo, funzionano in maniera particolare: ne nasce uno nuovo ogni poche settimane, che cambia in base alle esigenze dell’animale e può essere:
- aghiforme, per prede piccole e molluschi;
- a lame seghettate, per mammiferi più grandi come foche, delfini e altri cetacei.
Nuova dieta per gli squali

Da cuccioli gli squali mangiano pesci e calamari e i loro denti sono sottili e dotati di piccole cuspidi laterali, adatte per afferrare prede scivolose. Quando crescono le cuspidi spariscono e al loro posto arrivano denti più larghi, triangolari e seghettati, e la mascella acquisisce nuovi strati di cartilagine mineralizzata, che permette agli squali di mordere in modo più potente, e di spezzare sia carne densa che ossa. Gli studiosi hanno anche riscontrato funzioni diverse tra i vari denti degli squali, osservando 97 esemplari dell’Australia orientale deceduti in diverse fasi della crescita.
Una scoperta interessante riguarda la differenza di genere, perchè non ve ne è nessuna: a differenza di altre specie, i maschi e le femmine di squalo bianco condividono lo stesso ruolo ecologico e le stesse risorse alimentari. Cosa si evince da questo studio? Che i cambiamenti climatici e i suoi effetti sulla biodiversità marina stanno influenzando l’adattamento e le caratteristiche degli squali, che da un lato cambiano dentatura per l’età, e da un lato lo fanno per adattarsi alle prede più numerose. Inoltre, lo studio fornisce informazioni utilissime per capire quando lo squalo cambia habitat, il che può aiutare a gestire meglio le aree protette e le risorse alimentari necessarie alla sua sopravvivenza.