Delfini e balene liberi dai parchi acquatici: legge storica
Delfini e balene liberi dai parchi acquatici dell’intero Paese: una legge storica sancisce la fine dello sfruttamento dei mammiferi marini a scopi di intrattenimento. Si tratta di una decisione dall’enorme impatto sia mediatico che ambientale, che pone fine a decenni di spettacoli e addestramenti forzati.
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Quando si pensa ad un parco acquatico, oltre agli scivoli e alle piscine, si pensa anche agli spettacoli di delfini, balene, orche e foche. Questi animali, estremamente intelligenti e amichevoli, fungono da intrattenimento per il pubblico, e subiscono cattura, riproduzione forzata e addestramenti forzati per il solo scopo di divertire chi li guarda. Per loro però, l’esperienza non è così appagante, e le condizioni di vita sono spesso poco confortevoli.
Proprio per questo, il governo ha deciso di vietare per sempre l’utilizzo dei mammiferi marini nei parchi acquatici, ponendo fine ad una pratica che va avanti da decenni e che rappresenta uno dei maggiori esempi di sfruttamento degli animali al mondo. Ecco di quale Paese si tratta, e di come questa decisione può cambiare l’approccio allo sfruttamento per scopi di intrattenimento.
Delfini e balene liberi dai parchi acquatici

Il Paese il cui governo ha approvato una legge storica per proteggere i mammiferi marini dallo sfruttamento dei parchi acquatici è il Canada. Questo provvedimento vieta ufficialmente la detenzione dei delfini e delle balene per scopi di intrattenimento, proibendo anche la cattura e la riproduzione forzata degli animali. Si tratta di una legge storica, che segna un punto di svolta nella tutela del mondo animale, e che pone fine a decenni di spettacoli nei parchi acquatici del Paese, che d’ora in avanti dovranno ripensare totalmente il programma di entertainment per i propri visitatori.
Per quanto divertenti e simpatici, infatti, gli spettacoli di pochi minuti a cui si assiste nei parchi acquatici, rappresentano una fonte di stress non indifferente per gli animali, che per arrivare a fare quelle performance devono subire:
- addestramenti estenuanti,
- cattività in spazi estremamente ridotti,
- ritmi lontani da quelli naturali.
Se si pensa che un delfino percorre circa 64 km al giorno, non è difficile capire come le vasche di cemento di pochi metri causino a questi mammiferi un forte stress e un’aspettativa di vita ridotta.
Svolta storica per tutto il mondo

La decisione del Canada è una scelta etica che inevitabilmente apre la strada ad un dibattito di carattere globale, poichè spinge altre nazioni se non a fare lo stesso, quanto meno a rivedere l’uso degli animali negli zoo marini, mettendo per la prima volta il benessere degli animali al centro delle priorità politiche globali. Grazie a questa decisione, inoltre, tantissimi esemplari potranno tornare a vivere in mare, a cui appartengono, contribuendo anche a proteggere il futuro degli oceani e la loro biodiversità. Ogni anno infatti, aumentano le specie a rischio estinzione, e qualsiasi intervento a tutela delle specie animali è un passo in avanti verso la loro salvezza.
Con questa legge il Canada traccia una rotta chiara e definitiva verso il rispetto totale della natura selvaggia, prevedendo come unica eccezione alla libertà dei mammiferi, i salvataggi. In molti altri Paesi del mondo stanno avvenendo cambiamenti analoghi, che riguardano altri animali. Ne sono un esempio l’Indonesia, che ha vietato per sempre le cavalcate sul dorso degli elefanti a scopo turistico, e la città di New York, che ha interdetto le carrozze trainate dai cavalli in tutte le sue strade.