Arrivano dall’Asia e stanno conquistando l’Italia: l’invasione di mantidi spaventa
Uno studio lancia l’allarme invasione di mantidi aliene in Italia, e mette in guardia circa la loro pericolosità: i nuovi insetti provenienti dall’Asia stanno infestando parchi e giardini, e rischiano di modificare equilibri ecologici millenari. Ecco come sono fatte, come riconoscerle e perché rappresentano un pericolo enorme per le mantidi autoctone.
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In Italia sta diventando sempre più facile incontrare mantidi in parchi e giardini. Se questo può far piacere ai fotografi, gli esperti si dicono preoccupati: uno studio che ha raccolto più di 2.300 segnalazioni parla di una vera e propria invasione, e di un pericolo altissimo in termini di equilibrio ecologico. Le nuove mantidi provengono principalmente dall’Asia, e stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza delle specie autoctone, rappresentando una minaccia serissima per l’ecosistema.
Roberto Battiston, conservatore naturalista del Museo Zannato e coordinatore scientifico dello studio, spiega che:
Le mantidi sono animali curiosi e affascinanti ma quando vengono spostati dal loro luogo d’origine possono creare problemi. Queste specie esotiche sono in grado di predare un gran numero di impollinatori, persino piccoli vertebrati e specie minacciate di estinzione, modificando equilibri ecologici costruiti in migliaia di anni. Sono una spia di una globalizzazione che sta compromettendo in modo pesante diversi ecosistemi, spesso in modo silenzioso.
Invasione di mantidi aliene in Italia

Lo studio scientifico che ha lanciato l’allarme è opera del Museo di Archeologia e Scienze Naturali Giuseppe Zannato di Montecchio Maggiore, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, ed è stato realizzato grazie ad un insieme ricchissimo di input e analisi:
- collezioni;
- reperti;
- sperimentazioni di laboratorio;
- analisi comportamentali;
- modellazione ecologica;
- oltre 2.300 segnalazioni raccolte tramite citizen-science.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale Journal of Orthoptera Research, e ricostruisce il processo di diffusione delle specie aliene (principalmente del genere Hierodula, ma anche la mantide gigante asiatica) e la loro capacità di raggiungere densità molto elevate e di interferire con la biologia delle specie autoctone, alterando gli equilibri e incidendo sull’intero ecosistema.
Le ripercussioni sull’ecosistema

Si tratta di una ricerca che, oltre ad offrire risposte concrete sui comportamenti di queste specie aliene, evidenzia anche l’enorme importanza della citizen-science, ossia del coinvolgimento dei cittadini nella ricerca scientifica: senza il contributo e le segnalazioni provenienti da residenti e appassionati, la ricerca non avrebbe avuto elementi sufficienti per sviluppare le sue teorie, e sicuramente raccogliere una mole simile di dati avrebbe richiesto un tempo molto più lungo. Inoltre, questo modello è facilmente replicabile per altre invasioni aliene, che siano di piccoli animali che di piante e permette anche di avvicinare i cittadini ai temi ambientali e di sensibilizzare la popolazione ai cambiamenti in corso a livello di biodiversità in Italia.
Tornando ai rischi per l’ecosistema, queste mantidi, che in alcuni casi raggiungono anche i 9 cm di lunghezza, rischiano di mettere in ginocchio l’ecosistema italiano, principalmente a causa della loro predilezione per gli insetti impollinatori, essenziali per la sopravvivenza di fiori, piante e altri animali. Inoltre, la loro presenza in Italia mette a rischio anche la mantide autoctona, che presenta dimensioni minori e una dieta meno impattante. Riguardo le cause che hanno portato le mantidi aliene in Italia non ci sono dati certi, ma sicuramente il cambiamento climatico ha giocato il suo ruolo, facendo trovare nello Stivale un clima ideale per la loro proliferazione, così come è successo per il granchio blu e altre specie invasive nel Mediterraneo.