Allarme nei mari: i ricci di mare non si riproducono più

Autore:
Erika Fameli
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Dobbiamo prepararci a dire addio ai ricci di mare? A livello globale ancora no, ma nell’Atlantico orientale il genere Diadema sta lentamente scomparendo e la riproduzione sembra essersi bloccata: non ci sono più esemplari giovani. Ecco cosa sta succedendo, e quali sono i rischi per il mare.

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RICCI, DI
Photo by itman93 – Pixabay

I ricci di mare sono tra le specie più importanti per gli ecosistemi marini, e la loro funzione ingegneristica è fondamentale al fine di mantenere gli equilibri e la biodiversità. Purtroppo però, nell’Atlantico orientale i ricci di mare del genere Diadema stanno lentamente scomparendo, e non si riproducono più. Uno studio internazionale apparso sulla rivista Frontiers in Marine Science, infatti, mostra segnali di una possibile estinzione.

Come spiegano gli autori, l’assenza totale di nuovi individui indica che il processo di reclutamento si è arrestato, aprendo la strada ad una possibile estinzione locale. Se questo dovesse accadere, le conseguenze sarebbero nefaste per l’intero ecosistema marino.

Addio ricci di mare

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Uno studio internazionale coordinato da Omri Bronstein, professore alla School of Zoology della Wise Faculty of Life Sciences e allo Steinhardt Museum of Natural History dell’Università di Tel Aviv lancia un allarme serissimo, e informa il mondo di una mortalità di massa mai vista prima. Per la prima volta lo studio ha riscontrato segnali concreti della possibile estinzione locale dei ricci di mare del genere Diadema, che nelle Isole Canarie (nell’Atlantico orientale) non si riproducono più. Si sta assistendo ad un fatto sconvolgente, che mette a rischio l’intero ecosistema marino, dato il ruolo chiave della specie.

Gli autori dello studio spiegano che il riccio di mare Diadema è uno dei principali ingegneri degli ecosistemi costieri, ma che nell’area delle Isole Canarie non è più in grado di riprodursi, e che la totale assenza di nuovi nati è un chiaro segnale dell’arresto del processo di reclutamento, primo passo verso l’estinzione. Se si guarda al passato, già nel 1983-84 si era verificata una situazione analoga nei Caraibi, dove la scomparsa dei ricci di mare portò ad un aumento incontrollato della presenza di alghe, le quali soffocarono le barriere corallini, provocando danni irreversibili. Nel 2022 c’è stata una nuova epidemia, che l’anno successivo ha raggiunto il Mar Rosso e nel 2024 è arrivata nell’Oceano Indiano occidentale.

Una situazione critica

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Lo studio ha raccolto i dati necessari per il suo sviluppo attraverso diversi canali:

  • citizen science locale,
  • campagne scientifiche subacquee,
  • immagini satellitari,
  • campionamenti diretti dei fondali.

In diverse isole dell’arcipelago, dal 2022 (anno in cui si è verificata una mortalità consistente della specie) non nascono nuovi ricci. Bronstein spiega che:

Questi animali si riproducono liberando milioni di uova e spermatozoi in acqua. Se non osserviamo alcun reclutamento, significa che la popolazione adulta è stata ridotta ad un livello tale da non riuscire più a sostenersi. E’ qualcosa che non avevamo mai documentato prima su questa scala.

La minaccia, oltre che per la singola specie, è anche per l’intero ecosistema marino, poiché i ricci scacciano le alghe e, se non dovessero più esistere, le conseguenze sarebbero terribili: tappeti di alghe che bloccano la luce, perdita della biodiversità e alterazioni degli habitat costieri. Le cause di questa moria straordinaria? Ancora una volta siamo di fronte agli effetti negativi del cambiamento climatico, della diffusione globale di patogeni e dell’aumento costante e continuo della fragilità degli ecosistemi marini.

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