Superbonus: settore delle costruzioni a picco nel 2024

Superbonus, con lo stop previsto nel 2024 crollerà il mercato delle costruzioni. In aumento i fallimenti e anche il numero dei contenziosi a causa dei crediti incagliati.

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superbonus costruzioni 2024
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Se il 2023 non è stato molto allegro, il 2024 si preannuncia addirittura disastroso per il settore delle costruzioni. Le stime decisamente al ribasso arrivano dal 35° Rapporto Congiunturale del Cresme. Il motivo principale è lo stop al Superbonus.

Stop al Superbonus: settore delle costruzioni a picco nel 2024

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Il 2024 sarà un anno davvero duro per il settore delle costruzioni. Dopo i primi segni di difficoltà fatti registrare già durante quest’anno, con una diminuzione degli investimenti pari allo 0,6%, nei  prossimi 12 mesi è attesa una vera è propria debacle, con un calo che sarà equivalente all’8,6%.  E’ quanto emerge dal 35° Rapporto Congiunturale del Cresme (Centro ricerche di mercato), presentato la settimana scorsa a Milano.

Nello specifico si prevede l’11,4% in meno per il rinnovo residenziale, che, tradotto in soldoni, equivale a 28 miliardi di euro di investimenti in valori correnti che andranno persi durante il prossimo anno (nel 2023 erano stati 11 i miliardi persi rispetto al 2022). Per quanto riguarda le nuove opere del genio civile è attesa invece una crescita del 16,6%, corrispondente a 3,2 miliardi in valori correnti. Un aumento che comunque risulta inferiore al +29,7% del 2023.

La crisi che si prospetta all’orizzonte è dovuta all’incrocio di diversi fattori, prima fra tutti lo stop annunciato al Superbonus.

Il settore è schiacciato fra la fine della stagione del Superbonus e la spesa per il PNRR che non decolla ancora come era nelle previsioni, anche se il mercato delle opere pubbliche cresce ancora

evidenzia il Cresme all’interno del Rapporto.

E sono proprio le opere pubbliche a rappresentare l’unica fonte di speranza per contenere il crollo del mercato delle costruzioni.

Il settore è appeso alle opere pubbliche

ha dichiarato senza troppi giri di parole il direttore del Centro di Ricerche Lorenzo Bellicini.

In aumento fallimenti e numero di contenziosi

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La fine della stagione del Superbonus trascinerà verso il basso l’attività di manutenzione del patrimonio residenziale. Secondo le stime si passerà dai 120 miliardi in valori correnti del 2022 a 60 miliardi nel 2026. Le prospettive future indicano un aumento dei fallimenti per le imprese con le “spalle meno larghe”, accompagnato da un incremento dei contenziosi dovuto al mancato collocamento presso terzi dei crediti fiscali.

Nelle ultime settimane il Ministero dell’Economia ha calcolato che i crediti incagliati, derivanti da Superbonus e bonus edilizi, ammontano a 135 miliardi di euro. In una recente indagine condotta da Il Sole 24 Ore si parla invece di 36mila cantieri seriamente a rischio se non verrà concessa una proroga per terminare i lavori in corso.

Nel frattempo il Governo continua imperterrito la propria crociata nei confronti della super agevolazione messa in campo durante l’esecutivo Conte bis. Fratelli d’Italia ha annunciato la possibilità di istituire una commissione d’inchiesta sul Superbonus, incassando immediatamente il supporto degli altri partiti di maggioranza.

Il bonus, voluto e ancora difeso con pervicacia da Giuseppe Conte e dal Movimento Cinque Stelle, non è stato altro che la più grande mangiatoia di ladri e truffatori della storia d’Italia. Fratelli d’Italia chiederà l’istituzione di una commissione d’inchiesta per fare definitivamente chiarezza, affinché emergano le responsabilità sul più grande scandalo della stagione di governo giallorosso

ha affermato il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Filini.

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