Stop caldaie a gas a rischio: la UE valuta un rinvio al 2029

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 5 minuti

La Commissione europea ha presentato una proposta che fa un passo indietro sullo stop alle caldaie a gas entro il 2029. Se la proposta dovesse passare, quindi, le caldaie a gas potranno continuare a circolare anche dopo il 2029. Con la revisione del Regolamento Ecodesign si rischia di frenare la transizione ecologica.

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Interventi per sostituzione della caldaia di casa
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La transizione energetica in Italia e in Europa passa per diversi avvicendamenti sia normativi che politici, tra cui anche lo stop alle caldaie a gas, previsto entro il 2029. Secondo quanto detto finora, infatti, la vendita di caldaie a gas sarebbe dovuta terminare definitivamente entro 4 anni a partire da oggi, ma le cose potrebbero subire un’inversione di rotta. La Commissione europea ha infatti avanzato una proposta di revisione del Regolamento Ecodesign che rischia di cancellare questa scadenza.

Si tratterebbe di un grande passo indietro per la transizione energetica, poichè eliminando lo standard di efficienza previsto in origine si mette a rischio la tabella di marcia verso gli edifici a basso impatto climatico e verso gli obiettivi del 2030. Dal punto di vista dei produttori questa è sicuramente una buona notizia, mentre per i cittadini si traduce in un’incertezza sugli incentivi attuali e costi futuri, ma anche in un’attesa più lunga prima di arrivare ad un riscaldamento domestico sostenibile.

Stop alle caldaie a gas

Caldaia, Gas
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Il cosiddetto Regolamento Ecodesign, ossia il regolamento 813/2013, è il testo che disciplina gli standard che i prodotti immessi sul mercato europeo devono rispettare. Nel 2023 ha iniziato a circolare una bozza di revisione del regolamento che prevedeva parametri altamente performanti e che, come conseguenza diretta, aveva la messa al bando di tutte le caldaie a gas entro il 2029. Sin da subito, questa bozza ha fatto molto parlare, e si era deciso di tenerla in sospeso fino alla formazione della nuova Commissione europea, che ora si è insediata e ha ripreso in mano la bozza.

Lo ha fatto, però, modificando proprio quegli standard che avrebbero portato all’eliminazione dal mercato europeo delle caldaie a gas entro il 2029: i limiti di efficienza sono molto meno stringenti di quelli del 2023 e, se rimarranno così, permetteranno di continuare a vedere sul mercato non solo le caldaie a condensazione, ma anche quelle tradizionali. Di conseguenza, per raggiungere l’eliminazione del gas nel riscaldamento domestico si dovrà passare per altre vie, come ad esempio lo stop alle nuove installazioni di caldaie a gas nelle nuove costruzioni e negli edifici in ristrutturazione dal 2040, come previsto dalla Direttiva Case Green.

Cosa cambia per i consumatori

Miglioramenti caldaia
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Questa scelta dell’UE avrà importanti conseguenze per i consumatori. In Italia, infatti, dal 1 gennaio 2025 sono stati eliminati gli incentivi fiscali per l’installazione delle caldaie a gas, ma ora ci si ritroverebbe in un clima di incertezza rispetto agli incentivi fiscali, soprattutto essendo attualmente in periodo di manovra di Bilancio. La situazione, quindi, si presenta così:

  • chi ha già una caldaia a gas in casa non è obbligato a sostituirla, poichè il divieto riguarda solamente le nuove installazioni in edifici in ristrutturazione a partire dal 2040;
  • non esistono, attualmente, incentivi fiscali per l’installazione di caldaie a gas in Italia;
  • chi deve scegliere un nuovo impianto ha maggiore convenienza ad andare verso pompe di calore, caldaie ibride o sistemi a fonti rinnovabili, anche grazie agli incentivi ancora attivi.

Si tratta di una decisione, quella dell’UE, che può avere gravi ripercussioni sulla transizione ecologica, poichè in molti potrebbero continuare ad utilizzare le caldaie a gas a scapito di tecnologie green, rendendo più difficile raggiungere i prossimi obiettivi climatici.

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