Riscaldamenti: è tempo di spegnerli per evitare multe salate

Autore:
Laura Scarpellini
  • Laurea in architettura d'interni
Tempo di lettura: 4 minuti

Riscaldamenti che vedono ormai essere imminenti le date per il loro spegnimento, su tutto il territorio italiano. Andiamo ad approfondire le regole d’uso per l’accensione e la sospensione dei termosifoni, e quali possono essere le sanzioni previste per chi non si attiene alle regole 2024.

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Riscaldamento, Casa
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Riscaldamenti: con l’arrivo della primavera entrano in gioco le 6 fasce italiane

Ormai la primavera si sta facendo sentire con il suo incedere, in tutte le regioni del nostro Paese. Si è giunti quindi al momento di fermare le caldaie di riscaldamento nelle nostre abitazioni, tanto che in alcuni luoghi ciò già si è palesato. Anche per l’anno corrente gli italiani non smetteranno di utilizzare il riscaldamento delle loro abitazioni, in maniera congiunta.

A tal riguardo si dovrà tenere conto di quanto enunciato nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 74/2013 che di fatto suddivide il territorio italiano in 6 fasce. Ognuna di queste zone presenta caratteristiche territoriali diverse, con conseguenti esigenze per quanto riguarda il riscaldamento nelle abitazioni private. Tali zone sono contrassegnate da una lettera dell’alfabeto dalla A alla F, e tengono presente dei cosiddetti gradi giorno.

Riscaldamento, Casa
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Rispetto dei limiti imposti nelle fasce per evitare multe salate

Sarà fondamentale andare a determinare in quale fascia territoriale si rientri, al fine di non incappare in multe salate, quando si tratta di andare a determinare la data esatta per lo spegnimento dei termosifoni in ambito privato. I cittadini italiani quindi dovranno considerare che provvedere allo spegnimento del proprio impianto di riscaldamento entro le date stabilite, è a tutti gli effetti un obbligo da rispettare.

Non essere in linea con tali direttive farà correre il rischio di vedersi infitta una sanzione tra i 500 e i 3.000 €, come stabilito dalle recenti direttive Ue in materia. Rimane sempre il fatto che i Comuni potranno sempre mettere a punto delle proroghe specifiche, conseguenti a condizioni meteo particolari. A quanto pare per l’anno in corso non vi sono proroghe in essere a tal riguardo.

Riscaldamento, Casa
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Quando non vengono applicate le norme ordinarie

Vi sono dei casi in cui le normative europee riguardanti le date per lo spegnimento dei termosifoni, non hanno applicazione. Per le scuole, le case di riposo per anziani, ecco che le direttive sul risparmio energetico, non sono prese in considerazione. Nei condomini invece l’incombenza di andare ad applicare tali normative, spetta all’amministratore, che si assumerà tutte le responsabilità in tale contesto.

Spegnimento riscaldamenti private secondo fasce territoriali

Come abbiamo detto l’Italia è suddivisa in fasce territoriali, che determinano la differenza nella data di accensione e quella dello  spegnimento dei termosifoni. Ecco quindi che:

  • Zona A: comprendente Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle, lo spegnimento previsto per il 15 marzo
  • Zona B: comprendente Palermo, Siracusa, Catania ,Messina, Trapani, Agrigento, Reggio Calabria, lo spegnimento previsto il 31 marzo
  • Zona C: comprendente Napoli, Latina, Caserta, Salerno; Bari, Brindisi, Benevento Catanzaro, Cagliari, Lecce, Ragusa Cosenza, Taranto, lo spegnimento previsto il 31 marzo.
  • Zona D: comprendente Roma, Ancona, Genova, Firenze, Pescara, La Spezia, Livorno, Grosseto, Lucca, Macerata, Pisa, Pesaro, Viterbo, Avellino, Siena, Chieti, Foggia, Matera, Teramo, Vibo Valentia, lo spegnimento previsto il 15 aprile.
  • Zona E: comprendente Alessandria, Aosta, Arezzo, Asti, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Ferrara, Gorizia, Lecco, Lodi, Milano, Modena, Novara, Padova, Parma, Pavia, Perugia; Piacenza, Pordenone, Ravenna, Reggio-Emilia, Rimini, Rovigo, Sondrio, Torino, Treviso, Trieste, Varese, Verbania, Venezia, Verona, Vercelli, Udine, Frosinone, Rieti, Campobasso, Enna, L’Aquila, Potenza, lo spegnimento previsto il 15 aprile.
  • Zona F: comprendente Cuneo, Belluno, Trento risulta essere la zona d’Italia più fredda , pertanto non è soggetta a nessun tipo di limitazione riguardo l’uso dei riscaldamenti.

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