Affitto stanza singola: come fare e cosa dice la legge

Autore:
Laura Scarpellini

Affitto della stanza singola per incrementare le entrate familiari? Sempre più spesso tale idea si rivela essere vincente, soprattutto in quelle città in cui c’è una grande richiesta di questa tipologia di locazione, da parte di studenti universitari fuori sede. Anche i poli industriali a quanto pare presentano un buon mercato a tal riguardo, dove lavoratori in trasferta cercano una sistemazione a breve o a medio termine, dove poter alloggiare. Ma cosa dice la Legge italiana a tal riguardo? Quali sono le indicazioni a cui bisogna attenersi in merito al Fisco italiano? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in merito.

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Affitto stanza singola, quando si può fare: cosa dice la Legge italiana

La crescente precarietà del lavoro e le spese familiari in costante salita, stanno occupando i sonni degli italiani. Spesso per far quadrare il bilancio familiare ecco non bastare più il mettere in atto una decisa contrazione delle spese. Ecco quindi che coloro che possiedono una casa di dimensioni consone, decidono sempre più spesso di affittare solo una stanza.

Ma è possibile farlo? La legge italiana cosa dice a tal proposito?

La nostra legislatura regolamenta la locazione abitativa attraverso la Legge 431 del 1998, non facendo alcuna distinzione se si tratti di un appartamento o una stanza singola. Gli adempimenti fiscali a quanto pare restano in variati, non tenendo conto della metratura interessata dalla locazione.

Si potrà quindi optare per il contratto più consono, secondo le proprie esigenze. Ecco di seguito alcune opzioni che si potranno andare ad adottare.

Camera, Ragazzi
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Contratto affitto per studenti: cosa bisogna fare per essere in regola

Come abbiamo già accennato, la locazione di una stanza è tra le opzioni che sempre più spesso vengono adottate, quando si dispone di una casa molto grande, che si trovi in centri urbani con alta affluenza di studenti. Questo tipo di locazione si può perfezionare adottando un contratto transitorio, andando però a rispettare alcune indicazioni espressamente formulate per gli studenti fuori sede. Ecco quindi che:

  • il proprietario di casa potrà adottare la cedolare secca al 10 %
  • l’Università si dovrà trovare nello stesso comune dell’abitazione, o in località attigua alla stessa
  • il contratto potrà avere una durata tra i 6 e i 36 mesi
  • l’importo della locazione dovrà tenere conto dei canoni locali dei contratti di affitto in zona
  • per quanto riguarda la registrazione del contratto, questa dovrà attenersi alle regolamentazioni in essere per un qualunque locale ad uso abitativo
Studenti
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Contratto transitorio: un’ottima soluzione per i lavoratori

Si tratta di una tipologia di contratto quello definito transitorio, che ben si addice per quelle situazioni in cui si volesse andare ad affittare una stanza della propria casa, ad un lavoratore fuori sede. La caratteristica di tale contratto è il tempo limitato dell’affitto della stanza, che può variare dai 30 giorni, fino ad un massimo fissato a 18 mesi.

In questo caso il canone potrà essere concordato tra le parti liberamente, mentre sarà necessario andare a fornire una precisa motivazione a giustificare il periodo della locazione stessa. La registrazione del contratto d’affitto e la tassazione, faranno riferimento ad un qualunque tipo di locazione ad uso abitativa.

Prima di firmare un contratto di affitto, è fondamentale acquisire una conoscenza approfondita, così da essere pronto ad affrontare qualsiasi eventualità. Ecco una guida su tutto ciò che devi sapere.