Turismo di massa: la piaga insostenibile delle città
Il turismo di massa crea non pochi problemi alle città prese d’assalto, anche e soprattutto problemi ecologici e di emissioni.

Negli ultimi anni se ne parla molto, soprattutto durante i mesi estivi: l’overtourism, o turismo di massa. Molte sono le città che soffrono di questa saturazione di visitatori ogni anno. E questo, oltre a creare disagio per i cittadini, ha anche un forte impatto sull’ambiente.
I danni sono molteplici e spaziano dal degrado alla perdita di ecosistemi naturali, dall’aumento di traffico alla contaminazione dell’acqua e del suolo. Per non parlare dell’aumento dei rifiuti e della domanda di energia, cibo e costi della vita che si ripercuotono sui cittadini. E come se non bastasse, molte di queste città non sono supportate da sistemi adeguati per gestire il grande flusso di persone che arrivano.
Proprio per questo motivo, alcune città hanno deciso di prendere delle contromisure per cercare di risolvere il problema del turismo di massa.
Venezia, Barcellona, Machu Picchu: le norme anti-overtourism

Con la crescita del turismo di massa, alcune delle città più colpite hanno dovuto correre ai ripari per proteggere il patrimonio artistico e ambientale e la qualità di vita dei cittadini.
La nostra Venezia soffre da tempo immemore il sovraffollamento di visitatori durante tutto l’anno. Caratterizzata dai canali e dal labirinto di strette calli, la città è particolarmente soggetta a congestione e inquinamento delle acque. Per cercare di limitare l’accesso alla città lagunare, è stato implementato il biglietto d’ingresso alla città, la restrizione di accesso ad alcune zone, la promozione del turismo responsabile e la limitazione dell’ingresso delle navi da crociera.
Barcellona non è da meno. Le proteste dei residenti, muniti di pistole ad acqua per spruzzare i turisti, hanno dimostrato quanto sia alto il livello di frustrazione. Le misure adottate da parte della città riguardano la regolamentazione degli alloggi turistici, il divieto di costruzione di alberghi, tasse sul turismo e limitazione del numero di visitatori.
Infine, anche Machu Picchu ha stabilito misure protettive per la salvaguardia del monumento dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Tra le soluzioni approvate ci sono: limite di accesso giornaliero; chiusura del Cammino Inca durante il mese di febbraio; divisione degli orari di visita; obbligo di guide turistiche ufficiali; nuove vie di accesso per evitare l’erosione del sito.
Il Codice Etico Globale per il Turismo

Sulla scia delle decisioni prese da queste tre destinazioni vacanze, molte altre città hanno creato dei regolamenti. Ma non esistono solo quelli delle singole città. Infatti, sono molte le linee guida create per cercare di risolvere il problema dell’overtourism. Tra queste, c’è il Codice Etico Globale per il Turismo (GCE).
Il GCE è un insieme di norme generali da seguire. È indirizzato non soltanto ai turisti, ma anche ai governi, alle comunità e all’industria turistica. Lo scopo è quello di limitare l’impatto negativo sull’ambiente, massimizzando i profitti del settore.
I cambiamenti proposti cercano di far cambiare la prospettiva sul turismo, indirizzando tutto il settore verso una pratica più rispettosa verso la natura. Ecoturismo: è questo l’obiettivo fondamentale, ovvero quello di rendere il settore turistico sostenibile per l’ambiente e i cittadini.