Trasporto via mare: il report che nessuno vorrebbe leggere

Autore:
Elisa Cardelli
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Tempo di lettura: 3 minuti

Sono necessari ulteriori sforzi significativi per raggiungere l’obiettivo ambizioso delle emissioni zero entro il 2030 per le imbarcazioni di grandi dimensioni impiegate da aziende di vendita al dettaglio e compagnie di trasporto marittimo. Questa conclusione emerge chiaramente dall’ultima ricerca condotta da Ship It Zero.

TRASPORTO, NAVI
Photo by Peter_Lindenau – Pixabay

Ship It Zero è un gruppo di attivisti ambientali che sta spingendo con determinazione sui rivenditori e sui vettori marittimi affinché adottino impegni concreti verso il raggiungimento dell’obiettivo di eliminare completamente le emissioni entro il 2030. Di recente, il gruppo ha pubblicato una valutazione dettagliata e aggiornata, che potremmo definire come una sorta di “pagella”, relativa alle principali aziende delle aziende che trasportano le merci via mare. Tale valutazione prende in considerazione l’impegno delle aziende nel ridurre le emissioni legate al trasporto via mare.

Le aziende che inquinano di più a causa del trasporto marino

Trasporto, Mare
Photo by smartschwarz – Pixabay

L’analisi pone in rilievo come le aziende abbiano prestato scarsa attenzione al processo di decarbonizzazione delle proprie flotte e all’adozione di combustibili a zero emissioni per le operazioni di navigazione marittima. In altre parole, l’industria delle spedizioni via mare sembra non stia contribuendo adeguatamente alla risoluzione della crisi climatica.

Tra i principali protagonisti nel settore della vendita al dettaglio, alcune aziende hanno ottenuto valutazioni negative per la mancanza di iniziative e impegno verso la sostenibilità ambientale.

In modo particolarmente deludente, ottenendo una valutazione F, troviamo queste famose e rinomate aziende internazionali:

  • Samsung
  • H&M
  • Nike
  • Adidas
  • Walmart

IKEA ha ottenuto un giudizio positivo (B+), dimostrando un maggiore impegno verso la decarbonizzazione. Al secondo posto si colloca Amazon, tuttavia, anche se con una valutazione di “bocciato” (D).

La situazione del trasporto marittimo è davvero preoccupante

Anche nell’ambito delle compagnie di trasporto marittimo, i risultati non si sono rivelati particolarmente incoraggianti. Mediterranean Shipping Company, Ocean Network Express e Hyundai Merchant Marine hanno ottenuto voti nella media (C), mentre APM-Maersk è stata valutata in modo più positivo (B). D’altro canto, le compagnie CMA CGM e Cosco Shipping hanno ricevuto valutazioni negative (D), mentre Hapag-Lloyd, Evergreen e Yang Ming hanno ottenuto valutazioni insufficienti (F).

Preoccupa il fatto che molte di queste compagnie continuino a basarsi su alternative come il gas naturale liquefatto (GNL) e gli scrubber, soluzioni che non si dimostrano efficaci nel ridurre le emissioni di gas serra.

Il rapporto sottolinea inoltre che gli obiettivi fissati dall’Organizzazione Marittima Internazionale per la riduzione delle emissioni risultano insufficienti per affrontare l’emergenza climatica. Nonostante siano stati stabiliti traguardi del 30% di riduzione entro il 2030 e dell’80% entro il 2040, tali obiettivi non risultano sufficientemente ambiziosi per contenere l’aumento della temperatura globale al di sotto di 1,5 gradi Celsius, come richiesto dagli accordi dell’Accordo di Parigi.