Rinunciare all’usa e getta si può: è Zero Waste Europe a dirlo
In un recente rapporto di Zero Waste Europe in cui vengono sfatati i miti relativi all’usa e getta, l’organizzazione spiega che è possibile passare a una società in cui il monouso può essere eliminato. L’importanza di ridurre al massimo i rifiuti entro pochi anni.

Il report di Zero Waste Europe mira a sensibilizzare e sostenere il dibattito aperto dalla Commissione europea con la proposta di revisione del regolamento per la riduzione degli imballaggi.
I principali miti legati all’utilizzo di imballaggi monouso riguardano principalmente lo spreco, l’igiene e la salute alimentare: ma andiamo a valutarli insieme.
La prima affermazione sfatata da Zero Waste è legata all’utilizzo del monouso contro gli sprechi alimentari. Questa idea risulterebbe sbagliata, in quanto lo spreco alimentare è indipendente dall’imballaggio in cui il cibo viene venduto e dipende interamente da cattive abitudini in fatto di acquisto, preparazione e conservazione del cibo stesso.
Ma passiamo al secondo mito: il monouso protegge la nostra salute. Zero Waste afferma il contrario. Imballaggi monouso, infatti, potrebbero contenere sostanze dannose che verrebbero poi ingerite dal consumatore.
Legato a questo, c’è il falso mito della scarsa igienicità dei contenitori riutilizzabili, poiché esistono leggi che regolano gli aspetti di igiene dell’industria alimentare.
Infine, anche il mito che riguarda la facilitazione del riciclaggio grazie al monouso risulta fasullo. Infatti, la maggior parte degli imballaggi monouso ostacolano il riciclaggio a causa della diversa composizione dei materiali, i quali non possono essere riciclati insieme.
L’UE si schiera a favore del riutilizzabile

Come accennato in precedenza, la Commissione europea ha proposto una revisione per far fronte alla risoluzione dei problemi legati agli imballaggi.
L’obiettivo è quello di diminuire i rifiuti da imballaggio del 15% pro capite in ogni Paese europeo entro il 2040, in modo tale da arrivare al 80% di bevande take-away vendute in contenitori riutilizzabili. Inoltre, parte della proposta è il divieto di uso di packaging monouso nell’ambito della ristorazione.
La proposta sembra essere al momento ancora in discussione.
L’uso di contenitori riutilizzabili per il take-away

Prendere cibo d’asporto è diventato così naturale e comune che quasi non pensiamo a quanto abitualmente facciamo uso di questa tipologia di servizio. E men che meno pensiamo a quanti cartoni per la pizza, vaschette per il sushi, carte e cartoni di fast food o altri contenitori gettiamo nella spazzatura.
Questo degli imballaggi monouso è un grande problema per l’ambiente. Per questo, la migliore soluzione sembrerebbe essere il passaggio all’utilizzo di contenitori realizzati con materiali resistenti e con chiusure ermetiche, in grado di essere riutilizzati una volta mangiato il cibo contenuto al suo interno.
Già in America, attraverso il servizio di DeliverZero, specializzato nella fornitura di contenitori ecologici, con la collaborazione di Whole Foods Market, è possibile ordinare cibo, pagando una somma irrisoria da deposito rimborsata alla restituzione del contenitore. Una volta restituito, il contenitore è sanificato per il prossimo utilizzo. Il servizio è garantito in due sedi in Colorado della catena Whole Foods Market, nei banchi di gastronomia e nei bar self-service di cibi caldi e freddi.