Ridurre le emissioni degli edifici con canapa e paglia: si può!

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 4 minuti

Dall’ETH di Zurigo arriva una nuova proposta per ridurre le emissioni degli edifici dell’87% grazie all’uso di paglia e canapa.

Paglia
Photo by Camera-man – Pixabay

Un team di ricercatori dell’ETH di Zurigo ha condotto uno studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications. La squadra, guidata da Guillaume Habert, professore di Edilizia sostenibile, e Bruno Sudret, professore di Quantificazione del rischio, della sicurezza e dell’incertezza, aveva l’obbiettivo di trovare una soluzione efficiente per ridurre le emissioni degli edifici.

Lo studio indica come il modello da seguire preveda la sostituzione di impianti di riscaldamento con l’aumento dell’isolamento termico. Ma non è tutto: infatti, l’equipe di ricercatori suggerisce l’utilizzo di materiali a base biologica. Esempi validi sono materiali come la canapa e la paglia, i quali possiedono un alto potere isolante.

Lo studio: sei casi presi in analisi

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Il team è partito prendendo in considerazione i 1,8 milioni di edifici presenti in Svizzera, i quali sono responsabili del 40% della domanda energetica del Paese. In particolare, si sono concentrati su sei edifici costruiti tra il 1911 e il 1988.

Per ogni immobile, i ricercatori hanno calcolato il volume delle emissioni di gas serra derivanti da una serie di misure di ristrutturazione nel corso di 60 anni. Per fare ciò, il gruppo ha utilizzato l’Intelligenza Artificiale, tenendo conto di possibili rischi ed incertezze future.

Sono stati ipotizzati due tipi di interventi: innanzitutto, la sostituzione del sistema di riscaldamento preesistente con uno alimentato a pellet di legno o pompa di calore; l’installazione di strati isolanti di diverso spessore, sia utilizzando materiali isolanti convenzionali (EPS, fibra di vetro, lana minerale, fibre di cellulosa) sia materiali isolanti realizzati con piante a crescita rapida (paglia, canapa).

Il professor Habert spiega:

Le emissioni di CO2 derivanti dalla produzione di materiali isolanti convenzionali possono essere molto elevate, a volte abbastanza elevate da annullare gli effetti positivi che hanno sul consumo energetico quando utilizzati nella ristrutturazione di un edificio.

In breve, i processi di produzione di un isolante artificiale non solo impiegano maggiore fabbisogno energetico, ma producono una quantità non indifferente di gas serra.

Al contrario, isolanti realizzati con materie prime rinnovabili emettono meno gas serra. Inoltre, questi materiali sono in grado di assorbire CO2 dall’atmosfera e di immagazzinarla a lungo termine.

I risultati dello studio

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Lo studio dell’ETH di Zurigo ha quindi confermato che il modo più efficace ed economico per ridurre le emissioni è sostituire i sistemi di riscaldamento fossili e utilizzare materiali isolanti di origine biologica.

Alina Galimshina, collaboratrice dello studio per le implementazioni digitali, afferma:

I nostri risultati mostrano – sulla base delle nostre ipotesi – che gli edifici svizzeri potrebbero ridurre le emissioni di gas serra fino all’87% innanzitutto passando alle pompe di calore o ai pellet di legno, ma anche utilizzando materiali da costruzione a base biologica come balle di paglia, canapa stuoie e cemento di canapa.

Lo studio ha fatto affidamento al modello computazionale avanzato con apprendimento automatico sviluppato da Galimshina, il QLab software tool. Questo perchè si doveva tenere conto sia dei fattori attuali che di quelli futuri per prevedere la percentuale di riduzione delle emissioni.

Con questo studio, il team si augura di sdoganare l’utilizzo di materiali di origine naturale, ancora oggi visti con sospetto dal comparto edilizio.