ONU: la siccità aumenta le disuguaglianze
Il cambiamento climatico, le temperature sempre più elevate e lo stress generale delle risorse idriche sono fonte di conflitti e disuguaglianze: il nuovo rapporto ONU.

In un mondo in cui le ricchezze sono distribuite in modo non equo e le risorse non sono ugualmente accessibili a tutti, la crisi di uno dei beni più importanti per la vita crea ancora più distanze, e conflitti.
L’acqua è una risorsa impossibile da sostituire ed essenziale tanto per l’ambiente quanto per le specie viventi; ma l’attuale crisi climatica – aggiunta allo spreco o alla contaminazione di una risorsa tanto importante – sta creando uno sconvolgimento idrico senza precedenti, che condiziona imprescindibilmente le società.
Una realtà che crea conflitti e disuguaglianze, come riporta nel dettaglio il nuovo rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo idrico mondiale disponibile sul sito dell’UNESCO (L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura).
Senza acqua non c’è pace

Il nuovo rapporto dell’ONU sullo sviluppo idrico mondiale descrive come attualmente sia necessario fronteggiare una profonda crisi delle risorse idriche, data dalla siccità, dall’uso improprio di acqua e dalla contaminazione dei sistemi di acqua dolce.
Non solo, ma più problemi nascono e si sviluppano dal punto di vista idrico, più crescono conflitti e disuguaglianze che – spiegano gli autori del rapporto – è essenziale considerare così da adottare strategie mirate.
Le regioni più povere sono le prime a subire le conseguenze dell’attuale crisi idrica, dove la siccità non solo evidenzia ancora di più le differenze economiche e aumenta il rischio che nascano conflitti, ma colpisce maggiormente le donne.
Sono donne e ragazze a soffrire per prime per la mancanza d’acqua in quanto responsabili della raccolta dell’acqua nelle aree povere e rurali di tutto il mondo; la carenza idrica porta inoltre molte donne a disporre di servizi igienico-sanitari sempre meno sicuri, mettendone a rischio la salute.
L’importanza dell’acqua come risorsa di tutti

L’acqua, se gestita in modo sostenibile ed equo, può essere una fonte di pace e prosperità. È anche la linfa vitale dell’agricoltura, il principale motore socioeconomico per miliardi di persone.
Ha spiegato il presidente del Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, Alvaro Lario, sottolineando il nesso fra l’acqua e un mondo pacifico: le tensioni sull’acqua e la carenza idrica causano infatti maggiore vulnerabilità, possono essere usate come strumento di minaccia, costringono le persone a migrare, aumentando altresì l’insicurezza alimentare mentre minacciano la salute.
Ecco perché, sottolinea il rapporto, la cooperazione sull’accesso all’acqua dolce e sulla gestione generale delle risorse idriche è essenziale per la vita di miliardi di persone:
Con l’ aumento dello stress idrico, aumentano anche i rischi di conflitti locali o regionali. Il messaggio dell’UNESCO è chiaro: se vogliamo preservare la pace, dobbiamo agire rapidamente non solo per salvaguardare le risorse idriche ma anche per rafforzare la cooperazione regionale e globale in questo settore.
Ha sottolineato Audrey Azoulay, direttrice generale dell’UNESCO, a cui si sono aggiunte le parole dell’autore principale del rapporto, Rick Connor:
Il diritto internazionale umanitario, inclusa la Convenzione di Ginevra, proibisce esplicitamente di prendere di mira le infrastrutture idriche civili. Gli strumenti a livello internazionale per promuovere la pace attraverso l’acqua includono accordi e cooperazione sulle acque condivise a livello internazionale e approcci basati sui diritti umani.
Il rapporto delle Nazioni Unite oltre a informare sull’attuale situazione idrica, vuole essere motore di cambiamento in quanto non ci sono stati reali progressi sulle questioni idriche negli ultimi anni: crisi climatica, inquinamento e uso improprio delle risorse hanno rese un bene comune e fondamentale, “esclusivo”. Basti pensare che ad oggi, sono circa 2,2 miliardi le persone che non hanno una fornitura sicura di acqua potabile: un numero che è destinato a salire, se non si cambia direzione.