No alla pubblicità sui combustibili fossili: la sentenza storica!

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Niente più pubblicità per i combustibili fossili nella città dell’Aia, nei Paesi Bassi, la prima a introdurre il divieto.

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Il tribunale distrettuale dell’Aia ha preso una decisione storica contro i combustibili fossili. La decisione, presa già lo scorso settembre e confermata definitivamente il 25 aprile, vieta ogni forma pubblicitaria sui combustibili fossili nella cittadina olandese. Questa misura è la prima nel suo genere e punta a salvaguardare l’ambiente, il clima e la salute della popolazione locale. Si tratta di una sentenza storica per la lotta contro l’impatto delle fonti non rinnovabili.

Il divieto è entrato in vigore a partire dal primo gennaio 2025. Nello specifico, non sono consentite promozioni pubblicitarie di viaggi aerei, auto a benzina, navi da crociera e altri prodotti legati ai combustibili fossili. Dopo un periodo di transizione per agevolare l’adattamento degli operatori, le sanzioni previste sono partite dal 1° maggio.

Nonostante gli sforzi dell’associazione delle agenzie di viaggio olandesi (ANVR) e della compagnia turistica TUI per cercare di annullare la decisione, il tribunale ha confermato la sentenza.

L’Aia, un esempio per le altre città

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La sentenza del tribunale distrettuale dell’Aia è un segnale importante non solo per i Paesi Bassi. Anche a livello internazionale, questa decisione rappresenta un unicum.

Il vicesindaco della città, Robert Barker, ha affermato a riguardo:

Questa sentenza segna una pietra miliare. Dimostra che i comuni non sono impotenti, ma hanno strumenti per affrontare la crisi climatica.

Anche l’opinione pubblica approva la scelta del tribunale. Un recente sondaggio di Climate Action Against Disinformation, infatti, ha dimostrato come il 71% dei cittadini olandesi si sia dimostrato favorevole al divieto.

La speranza è che L’Aia non resti l’unica città molto a lungo e che altre amministrazioni seguano l’esempio. Solo in questo modo si può aspirare a una rivoluzione delle comunicazioni, strumento molto importante per una vera influenza sulla popolazione.

L’idea allettante di un divieto globale

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L’importanza di limitare l’influenza delle aziende collegate ai combustibili fossili nella sfera pubblica non è solo un’idea olandese. Questa iniziativa è solo una prima espressione di un’aumentata sensibilità in tutto il contesto globale.

António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha espresso la propria idea di un divieto globale sulla pubblicità dei “padrini del caos climatico”, come li ha definiti lui stesso. Guterres ha proposto un modello come quello del divieto internazionale sulla pubblicità del tabacco.

E già alcuni Paesi e cittadine stanno facendo passi verso questa iniziativa. Nel 2022, ad esempio, la Francia ha introdotto un divieto parziale che, però, consente ancora le promozioni di gas fossili. Amsterdam, invece, ha vietato le pubblicità sui combustibili fossili in alcune aree dal 2021. In Scozia, a Edimburgo, l’amministrazione ha approvato ultimamente un divieto di pubblicità per prodotti ad alta intensità di carbonio su spazi pubblici.

Questa spinta verso una resistenza alle pressioni delle lobby di combustibili fossili ha finalmente una base giuridica grazie alla sentenza dell’Aia. A livello globale, questa tipologia di divieto potrebbe essere uno strumento utile ad allentare la morsa delle fonti non rinnovabili e orientare il futuro del Pianeta verso scelte più sostenibili.