Nessun futuro per il tartufo? C’è di mezzo il cambiamento climatico

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Il cambiamento climatico rischia di mettere in pericolo il tartufo bianco d’Alba nelle Langhe del Piemonte.

Top,View,Alba,White,Truffle,On,Wood,Board,And,Truffle’sknife
Photo by Claudio Rampinini – Shutterstock

La caccia al tartufo sta rischiando di scomparire e una delle minacce più grandi è rappresentata dall’aumento delle temperature, soprattutto nel nord Italia. In particolare, nel territorio delle Langhe, rinomato soprattutto per il raro tartufo bianco d’Alba.

Ma come mai la caccia al tartufo è sotto minaccia?

A questa domanda risponde Antonio Degiacomi, presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo di Alba. Il problema, così come sostiene Degiacomi, è la possibile occupazione del territorio di caccia al tartufo da parte dei produttori vinicoli della zona. Degiacomi spiega, infatti, come

L’apertura dei versanti settentrionali alla produzione di uva rappresenterebbe una grave minaccia per il tartufo.

A causa dell’aumento delle temperature, quindi, i vignaioli delle Langhe vorrebbero proteggere le proprie vigne sistemandole sul versante più ombroso delle colline. E questo costituirebbe un gravissimo danno per la caccia al tartufo, come sostiene Degiacomi.

Tutta la biodiversità della regione è concentrata sui pendii settentrionali e senza di essa non ci saranno tartufi.

Il cambiamento climatico contrappone i vignaioli e i cacciatori di tartufo

Vigne
Photo by valtercirillo – Pixabay

Come accennato in precedenza, il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature sta causando grandi problemi nella produzione vinicola della zona delle Langhe. Infatti, se fino ad ora i pendii esposti a nord erano considerati troppo rigidi per la coltivazione della vite, i produttori sono adesso costretti a riconsiderare.

Proprio per questo motivo, il Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani ha appunto proposto l’estensione dei vigneti nelle zone più ombrose. E questo in modo da affrontare

le condizioni climatiche che stiamo vivendo e gli effetti che stanno avendo.

Peccato che queste zone rappresentino l’habitat ideale per la crescita del tartufo bianco d’Alba, anche grazie ai boschi che vi risiedono.

Secondo Degiacomi, liberare i pendii settentrionali per i vigneti sarebbe un “colpo letale”. Nel caso in cui sarà concesso il via libera,

il famoso tartufo bianco d’Alba non esisterà più.

In quale habitat cresce il tartufo bianco d’Alba?

A,Box,Of,White,Truffles
Photo by Ilya Blinov – Shutterstock

Il tartufo è un fungo ipogeo, vale a dire un fungo che cresce sottoterra. Per essere più precisi, cresce vicino alle radici degli alberi.

In particolare, la varietà del tartufo bianco d’Alba cresce spontaneamente ed ha bisogno di un equilibrio ecologico estremamente delicato. E questo perchè cresce in simbiosi con alberi specifici (noccioli, carpini neri, querce, salici bianchi e i pioppi). Ma non solo.

Il territorio adatto a questa varietà deve essere ben aerato e con una buona percentuale di umidità. Inoltre, il terreno ha bisogno di un’abbondante componente di argilla e sabbia per la crescita del tartufo.

Ed è proprio per questo motivo che è fondamentale per i cacciatori di tartufo della zona che l’habitat venga salvaguardato. L’estensione dei vigneti in queste zone sarebbe letale per il futuro del tartufo bianco d’Alba.